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28/02/1474 Venezia in armi: il Doge denuncia l'invasione di ONE



VENEZIA – ll Doge, Aldobrando d’Este, ha emanato il Comunicato 4, dichiarando la Repubblica ufficialmente invasa dalle forze di ONE, definendo il nemico Atum un burattino del progetto di sottomissione globale. Il documento, datato 28 febbraio 1474, denuncia il tradimento di Atum dopo i patti di Mantua e proclama una guerra totale e senza sosta, qualificando le truppe imperiali ostili, come un'entità criminale.

Il Doge accusa l'Impero di aver usato la via diplomatica come manovra diversiva. Dopo l'intervento veneziano a Mantua, la Repubblica aveva accettato di ritirare le proprie truppe per facilitare i negoziati. Secondo il Doge, tale disponibilità è stata tradita: l'Impero avrebbe approfittato del ripiegamento veneziano per coordinare un attacco diretto, rivelando la propria natura di strumento operativo nelle mani di ONE.

Per la Serenissima, dunque, non esiste più distinzione tra le milizie imperiali di Atum e il potere di ONE. Il comunicato inserisce l'attacco a Venezia in un quadro bellico più ampio che ha già colpito Portogallo, Francia e Bretagna.
Chiunque collabori con Atum è ora considerato da Venezia come parte di un'organizzazione criminale volta a eradicare la sovranità di ogni regno.

Venezia dal canto suo si proclama Stato Militare e si dice pronta ad una guerra di logoramento senza precedenti. La linea del Doge è inflessibile: non ci sarà tregua né fine alle ostilità fino alla totale neutralizzazione della minaccia.
“Venezia non dimentica e non indietreggia”, conclude la nota, sancendo l'inizio di una lotta che i veneziani si dichiarano compattamente pronti a sostenere per gli anni a venire.







Filangieri redattore KAP Venezia
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23/02/1474 Venezia non ha mai mentito.

Si può definire la Serenissima come si vuole - dittatura, regno illiberale, potenza egemone - ma i fatti restano impermeabili alle opinioni.
Per mesi, Venezia ed il Regno delle Due Sicilie hanno denunciato il rapporto torbido tra l'Imperatore Atum e l'entità ONE. Quando simpatizzanti One e nemici del Regno e di Venezia si ammassavano sul confine sud, l’Impero è rimasto in silenzio, in un silenzio complice.

Non più tardi di due settimane fa, in piena guerra, le truppe veneziane sono entrate in territorio imperiale. La linea ufficiale è sempre stata cristallina: la guerra non è contro il popolo imperiale, ma contro Atum, il primo servo di ONE.

A Mantua, con gli eserciti serenissimi in posizione di forza, Venezia non ha mai esibito striscioni d’odio. Non si sono lette scritte come "Verona libera" o promesse di massacro contro i "vili despoti veneziani". Al contrario, Venezia ha ordinato la marcia indietro e il ritiro delle truppe per onorare un impegno diplomatico, nonostante il vantaggio strategico.
Sua Maestà Oriente ha guardato ai morti modenesi come ad un peso morale, consapevole che la colpa di quel sangue ricadeva su un solo uomo: l'Imperatore.
Venezia non ha mai mentito.


Oggi lo scenario è mutato: i nobili modenesi, riempiono i ranghi degli eserciti imperiali su territorio veneziano e sono loro a sventolare quegli striscioni intrisi di retorica bellicista e odio cieco.
Non esiste nobiltà nel servire un servo. Chi si piega ai voleri di Atum - a sua volta sottomesso a ONE - sceglie volontariamente la propria abiezione.

I modenesi non hanno compreso il gesto di clemenza; lo hanno scambiato per debolezza, mostrandosi più abietti del loro stesso imperatore.
L’Impero è corrotto nel midollo. Non esiste più un interlocutore sovrano, esiste solo una catena di comando che parte da ONE e finisce nelle trincee imperiali, nessuno escluso.

Da questo momento, la pietà è terminata.
Gli imperiali saranno costretti a presidiare ogni metro delle proprie terre, senza sosta, per i mesi e gli anni a venire.
Se gli imperiali hanno scelto di essere lo scudo di un servo di ONE, saranno trattati esattamente come la proprietà del proprio padrone.
I servi subiscono il destino che i padroni decidono per loro.

E Venezia non ha più intenzione di risparmiarli.






Filangieri redattore KAP Venezia
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21/02/1474 Serenissima Repubblica di Venezia - Al termine dell'elezione del Consiglio, Rv ha ottenuto la maggioranza assoluta.

Serenissima Repubblica di Venezia (KAP) - La lista Riscossa Veneta è stata la più votata al termine dell'elezione e ha ottenuto la maggioranza assoluta dei posti nel Consiglio. Potrà quindi governare da sola.

Risultato dell'elezione:

1. "Riscossa Veneta " (Rv) : 100%

La ripartizione dei voti ha determinato la seguente composizione del Consiglio:

1 : Oriente (Rv)
2 : Aldobrando (Rv)
3 : Donnaginestra (Rv)
4 : Fressen (Rv)
5 : Amantir (Rv)
6 : Darklanace (Rv)
7 : Filangieri (Rv)
8 : Donpeppe (Rv)
9 : Micol_ (Rv)
10 : Gregorovich (Rv)
11 : Lady_iris (Rv)
12 : Olaf84 (Rv)

I membri del Consiglio riconosceranno il nuovo principe entro due giorni. Questi dovrà giurare fedeltà al sovrano e assegnare gli incarichi ai consiglieri.

20/02/1474 Il tramonto della credibilità: cronaca di una tregua tradita e di un Impero corrotto




I fatti di Siena e di questo conflitto in generale, non sono solo una questione di confini, ma il ritratto di un fallimento politico che parte dal trono e si riverbera in ogni ufficio della Cancelleria Imperiale. La ricostruzione dei fatti, basata sui verbali del 14-16 febbraio, messi in Piazza da Sua Maestà Oriente il 18 febbraio e - con un'ingenuità che rasenta l'assurdo, confermati e pubblicati dalla stessa diplomazia imperiale nella serata di ieri - smentisce categoricamente l'ultima e delirante narrazione ufficiale di Atum.

Tutto inizia con un Imperatore in grande difficoltà che, davanti all'avanzata delle truppe di Venezia, dell'Impero Ottomano e del Regno delle Due Sicilie, sceglie la via del vittimismo.
Al tavolo delle trattative, Atum chiede il ritiro delle truppe alleate come unica condizione per poter anche solo iniziare a parlare. In pratica un "andatevene e dialogheremo”.
Il 15 febbraio, l’alleanza Venezia, R2S e Impero Ottomano decidono di scommettere sulla parola dell'Imperatore e per far respirare il dialogo, acconsentono ad un ritiro tattico verso i propri confini. E’ un sacrificio militare enorme, fatto in nome della stabilità. Ma non appena l'ultimo soldato alleato lascia il suolo imperiale, la maschera di Atum cade.
Invece di onorare l'impegno, l'Imperatore emana un comunicato allucinante, delirante: parla di turchi e veneziani in fuga, di vittoria schiacciante e di un territorio liberato con la forza. Una riscrittura della realtà che ha spinto l’Impero Ottomano, Venezia e le Due Sicilie a chiudere ogni rapporto: “non trattiamo con i bugiardi".

E’ ormai chiaro che Atum non abbia mai avuto intenzione di arrivare ad una trattativa seria, perché questa avrebbe previsto un accordo per combattere ONE. Un passo che l'Imperatore non può e non vuole fare.
In questo clima di sudditanza e menzogna, si è consumato l'unico atto di dignità rimasto in Impero. Mentre gli imperiali festeggiavano una vittoria fantasma, la Baronessa Kassandra Luna ha deposto il suo titolo. In una missiva che è un atto d'accusa feroce contro un sistema corrotto - che lei conosce da vicino - ha rinunciato alla Baronìa di Bigliolo. E mentre i nobili di corte continuano a piegare la schiena davanti ad un Imperatore senza onore, questa donna ha scelto di alzarsi in piedi e non sottomettersi.
Resta da vedere quanti altri, tra quei ranghi silenziosi, avranno il coraggio di guardarsi allo specchio senza abbassare lo sguardo.
Ma ci sarà tempo per scoprirlo, molto tempo. Perché la promessa degli Alleati è chiara: la guerra andrà avanti senza sosta. Se il destino dell'Impero sarà quello di un conflitto infinito e logorante, il mondo saprà esattamente su chi far ricadere la colpa.

E’ questo l’implacabile giudizio del tempo.





Filangieri redattore KAP Venezia
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08/02/1474 Strasburgo o l'Isola che non c'è?

A Venezia si osserva con divertimento la singolare narrazione che emerge da Strasburgo. L’ultimo proclama di Sigismondo Alessandro dei Lante, detto Atum, offre una prospettiva degli eventi che fatica a coincidere con la realtà documentata dalle fonti.
L’Imperatore parla di attacchi improvvisi e territori violati, in una versione che viene smentita dalla cronologia.

Atum ha definito l’attacco a Mantua un atto opportunista e inaspettato, ma la cronaca dei fatti offre un quadro differente a chiunque abbia consultato gli atti ufficiali:
13 novembre 1473: Venezia nomina un Ministro della Guerra (S.A. Donpeppe).
21 novembre 1473: viene proclamata la Legge Marziale.
29 gennaio 1474: Venezia e le Due Sicilie iscrivono Atum nella Lista Nera, dichiarando testualmente che "l'Imperatore ha ottenuto ciò che voleva: la guerra".

Ora, sostenere che un’azione militare a febbraio sia improvvisa dopo mesi di comunicazioni ufficiali ed una dichiarazione di guerra in carta bollata, solleva interrogativi sulla comprensione del testo e sulla circolazione delle informazioni nella Cancelleria di Strasburgo; e se a Strasburgo servono i disegnini per distinguere una dichiarazione di guerra da un invito a cena, la Serenissima è pronta ad inviargli dei tutor.

Quindi, l’esercito Aquila et Leo comandato dal Generale Jagermeister, di stanza a Mantua, è stato colto di sorpresa, non per l'opportunismo veneziano, ma per una evidente lacuna nella loro catena di comando.

Atum piagnucola sui territori violati ed accusa Venezia di aver abbandonato la legittimità. Beh, si tratta di una tecnica comunicativa consolidata: svuotare il linguaggio di significato.
E’ stato l'Impero a proteggere la feccia di ONE, sempre l’Impero ha permesso ai sobillatori di accamparsi ai confini duosiciliani e sempre l’Imperatore ha tentato d’imporre la propria volontà in casa d'altri.
E’ l’Impero che ha provocato, cercando fortemente una reazione.

Emerge poi un fatto singolare: nonostante le minacce di Atum (fatte in privato) d’invadere la Serenissima, l'Imperatore si è finora astenuto dal dichiarare formalmente guerra a Venezia, pur girandoci intorno con proclami vittimistici.

E mentre lui si aggrappa alla retorica, i fatti sul campo sono inequivocabili: Sua Maestà Serenissima Oriente non si è limitata a scompaginare le forze nemiche facendo 7 morti e 1 ferito grave (contro 1 morto e un ferito lieve tra le truppe veneziane); l'esercito veneziano è entrato a Modena.

Ad oggi, le operazioni belliche degli alleati sono in pieno svolgimento e, come previsto dal comunicato del 29 gennaio, continueranno.

Atum mente sapendo di mentire, confidando che i suoi sudditi siano così stolti da credere alla favola dell'Impero aggredito nel sonno.
Ma Venezia non è arrivata in silenzio, non ha colpito a tradimento; ha marciato con un mandato chiaro, firmato e consegnato il 29 gennaio 1474.
La pace era possibile, ma "non sotto Atum". E’ stato scritto il 29 gennaio 1474!

Se a Strasburgo non capiscono l'italiano, d'ora in poi parleranno spade e cannoni.
Quelli, speriamo abbiano un linguaggio universale comprensibile ai più.




Filangieri redattore KAP Venezia
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Cours

Product Price Variation
Loaf of bread 4.56 -0.28
Fruit 9.92 0
Bag of corn 3.7 0.87
Bottle of milk 9.48 0.11
Fish 20.26 0.06
Piece of meat 12.25 0.13
Bag of wheat 10.89 -0
Bag of flour 12.88 1.64
Hundredweight of cow 20.53 0.33
Ton of stone 10.44 -0
Half-hundredweight of pig 15.41 0.05
Ball of wool 10.86 -0.14
Hide 16.32 -0.06
Coat 49.5 0
Vegetable 9.38 -0.18
Wood bushel 4.19 0.08
Small ladder 20.18 0
Large ladder 68.02 0
Oar 20 -0
Hull 36.49 0
Shaft 8.16 -0.14
Boat 99.33 0.63
Stone 18.32 -0.11
Axe 150.74 0
Ploughshare 38.44 0
Hoe 30 0
Ounce of iron ore 11.52 0.2
Unhooped bucket 21.88 0
Bucket 37.73 0
Knife 17.89 0
Ounce of steel 49.04 -0.06
Unforged axe blade 53.91 0
Axe blade 116.44 0
Blunted axe 127.79 -2.51
Hat 53.38 0.08
Man's shirt 119.57 0.12
Woman's shirt 121.14 0
Waistcoat 141.4 0
Pair of trousers 74.61 -0.09
Mantle 257.82 0
Dress 265.04 -0.2
Man's hose 45.63 -0
Woman's hose 44.32 0
Pair of shoes 27.53 -0.01
Pair of boots 86.57 0
Belt 45.2 -0
Barrel 12.02 0
Pint of beer 0.82 0
Barrel of beer 66.51 2.5
Bottle of wine 1.66 0
Barrel of wine N/A N/A
Bag of hops 19.34 0
Bag of malt 10 0
Sword blade 101.19 0
Unsharpened sword 169.69 0
Sword 146.48 -0.07
Shield 36.91 0
Playing cards 73.55 -0
Cloak 180.72 0
Collar 68.35 -0.06
Skirt 135.35 0
Tunic 222.36 0
Overalls 115.73 0
Corset 117.2 0
Rope belt 53.86 0
Headscarf 60.73 0
Helmet 164.91 0
Toque 48.61 0
Headdress 79.65 0
Poulaine 64.02 0
Cod 11.36 0
Conger eel 12.81 0
Sea bream 18.31 0
Herring 17.43 0
Whiting 17.42 0
Skate 12.16 0
Sole 18.11 0
Tuna 12.51 0
Turbot 18.02 0
Red mullet 16.53 0
Mullet 12.47 -0
Scorpionfish 20.5 0
Salmon 16.51 0
Arctic char 12 0
Grayling 14.77 0
Pike 17.6 0
Catfish N/A N/A
Eel 15.09 0
Carp 17.98 0.03
Gudgeon 17.68 -0.04
Trout 17.51 0
Pound of olives 13.38 0
Pound of grapes 9.18 0
Sack of barley 10.67 0
Half-hundred weight of goat carcasses 18.99 0
Bottle of goat's milk 12.81 0
Tapestry 143.6 0
Bottle of olive oil 121.94 -0
Jar of agave nectar N/A N/A
Bushel of salt 19.89 0
Bar of clay 3.43 -0
Cask of Scotch whisky 93.32 -0
Cask of Irish whiskey 131.27 0
Bottle of ewe's milk 10.57 0
Majolica vase 10 0
Porcelain plate N/A N/A
Ceramic tile N/A N/A
Parma ham 84.97 0
Bayonne ham 34.65 -0
Iberian ham 70.28 0
Black Forest ham 54.72 0
Barrel of cider 51.16 0
Bourgogne wine 76.22 0
Bordeaux wine 60.89 0.31
Champagne wine 141.21 -5.25
Toscana wine 33.69 0
Barrel of porto wine 87.44 0
Barrel of Tokaji 163.71 0
Rioja wine 159.19 0
Barrel of Retsina 36.79 -0
Pot of yoghurt 85.17 -0
Cow's milk cheese 77.07 0
Goat's milk cheese 85.06 2.5
Ewe's milk cheese 52.26 0
Anjou wine 50.88 -0
Ewe carcass 15.03 0
Mast 456.7 0
Small sail 215.71 0
Large sail 838.79 0
Tumbler of pulque N/A N/A
Jar of pulque N/A N/A