VENEZIA - Con l'emissione del settimo comunicato del Mandato Aldobrando VIII, datato 23 luglio, la Serenissima compie un passo decisivo verso il ritorno alla normalità post bellica, decretando l'ufficiale abrogazione della legge marziale su tutto il territorio repubblicano.
Il provvedimento straordinario cessa ufficialmente i suoi effetti e, di conseguenza, la gestione dell'ordine pubblico e l'amministrazione della giustizia vengono interamente riconsegnate alla disciplina delle leggi ordinarie.
Restano tuttavia in vigore rigorose misure di sicurezza interna: le autorità confermano la chiusura delle frontiere e della Capitale. Per i transiti autorizzati permane l'obbligo di fare riferimento esclusivo alla Dogana per l'ottenimento dei permessi necessari.
Parallelamente al riassetto istituzionale, la Repubblica lancia un forte segnale di ripartenza sul piano sociale e culturale. Palazzo Ducale è attualmente la cornice del Gran Ballo in Maschera, un evento mondano che sta raccogliendo gran parte della cittadinanza per celebrare la ritrovata pace ed esaltare la resilienza della Repubblica.
I festeggiamenti continueranno anche nel fine settimana dei giorni 1 e 2 agosto con la tradizionale Festa del Redentore. Le locandine ufficiali, già affisse in piazza, confermano il programma che prevede cena in Laguna, a bordo delle unità della Serenissima Marina e spettacoli pirotecnici.
Il fitto calendario racconta che, se nei mesi precedenti la guerra ha imposto sacrifici e prudenza, oggi la Repubblica torna finalmente a concedersi il piacere di stare insieme, di riempire le calli di musica, le piazze di sorrisi, la Laguna di festa e di guardare al futuro con ritrovata serenità .
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13/07/1474Il Portogallo è libero: si chiude un anno di guerra contro ONE
VENEZIA – Mentre la Serenissima si prepara a celebrare il suo personalissimo Carnevale, dopo la firma del trattato che ha posto fine al conflitto con lo SRING, si chiude anche un'altra guerra che, per quasi un anno, ha impegnato Stati e centinaia di soldati provenienti da tutta Europa.
Con la liberazione di Coimbra e Porto, il Portogallo è tornato completamente libero dal controllo di ONE, ponendo fine ad una lunga campagna militare iniziata nell'estate del 1473 e combattuta senza interruzioni fino agli ultimi giorni di giugno.
Il resoconto diffuso dal generale White de Tiallaz ripercorre le principali tappe del conflitto: dall'invasione iniziale, alla formazione della grande coalizione internazionale, fino alle operazioni che hanno progressivamente riconquistato il territorio portoghese.
La campagna ha visto combattere fianco a fianco uomini provenienti da numerosi Stati europei, accomunati dall'obiettivo di porre fine al controllo esercitato da ONE sul territorio lusitano.
Per molti di loro è stata una guerra durissima, fatta di lunghi spostamenti, battaglie campali e sacrifici che, inevitabilmente, hanno lasciato il segno.
La redazione di KAP desidera quindi rivolgere un pensiero a tutti coloro che hanno preso parte a quella lunga campagna: Portoghesi, Francesi, Valenciani, donne e uomini della Corona d'Aragona, volontari provenienti da numerosi Stati, ordini cavallereschi e combattenti indipendenti, tutti uniti dall'obiettivo comune di porre fine al controllo di ONE sul Portogallo.
Soldati che hanno scelto di lasciare le proprie case per combattere lontano, convinti come noi che alcune minacce non possano e non debbano essere lasciate confinate in solo Stato, quando in gioco vi sono la sicurezza, la sopravvivenza e il diritto stesso all'esistenza di ogni nazione e di ogni popolo.
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12/07/1474Venezia ritrova il suo Ballo di Carnevale
VENEZIA - Per la Serenissima è tempo di tornare a guardare avanti. Dopo mesi segnati dalla guerra e dalle inevitabili rinunce che hanno accompagnato quel periodo, il tradizionale Ballo di Carnevale verrà finalmente recuperato con un appuntamento straordinario, fissato per martedì 14 luglio, nella cornice di Piazza San Marco e di Palazzo Ducale.
La scelta della data estiva potrebbe sorprendere qualcuno, ma è stata rivendicata come una libera decisione della Serenissima, che ha preferito non rinunciare a una delle sue tradizioni più rappresentative.
Per una volta, quindi, non sarà il calendario a dettare le regole, ma Venezia. La Serenissima ha deciso di piegare il tempo ai propri ritmi, recuperando in piena estate quel Carnevale che l'inverno, segnato dalla guerra, aveva negato ai suoi cittadini.
Le celebrazioni prenderanno il via in serata e saranno accompagnate da un grande banchetto e da una notte dedicata alle maschere, alla musica e alle danze, con l'obiettivo dichiarato di offrire un'occasione di festa, divertimento e condivisione aperta all'intera comunità veneziana e ai numerosi ospiti attesi in Serenissima.
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08/07/1474L'ombra dello SRING sulle casse di San Marco
VENEZIA - La guerra è finita, i territori sono tornati alla Serenissima, ma alcune vicende emerse soltanto di recente continuano a far discutere.
Nei giorni scorsi Vlad, servitore di Sua Maestà Olimpia Oriente Frescobaldi Noparti, ha esibito in piazza una serie di documenti che riguardano l'amministrazione finanziaria della Serenissima durante il periodo dell'occupazione imperiale.
Tra i documenti esibiti in piazza compare l'emissione di circa novecento titoli del debito pubblico della Serenissima da parte dell'amministrazione imperiale insediatasi durante l'occupazione, guidata dall'allora incaricato Daygar.
Secondo la documentazione resa pubblica, ciascuna obbligazione sarebbe stata sottoscritta al valore di 10 ducati, attribuendo però al possessore il diritto di richiederne in qualsiasi momento il rimborso per 40 ducati, realizzando un guadagno pari a tre volte il capitale investito.
In altri termini, quei buoni venduti durante l'occupazione imperiale darebbero oggi titolo a pretendere denaro dalle casse della Serenissima, trasferendo sul legittimo governo veneziano un debito contratto dall'amministrazione occupante.
Ma, insieme agli aspetti economici, ciò che sembra aver colpito l'opinione pubblica è anche il principio sotteso all'intera vicenda.
L'impressione è che gli amministratori imperiali operassero nella convinzione che Venezia fosse ormai destinata a entrare stabilmente nell'orbita dello SRING e che la sovranità della Serenissima fosse destinata a essere sostituita da quella imperiale. Un’opinione che ha convinto gli occupanti ad assumere decisioni destinate a produrre effetti ben oltre la durata dell'occupazione.
Un'impressione che richiama inevitabilmente quanto già emerso nelle scorse settimane: l'annessione "in perpetuo" di Verona, i progetti di colonizzazione della Serenissima e il convincimento diffuso in parte della dirigenza imperiale, che il nuovo assetto territoriale fosse ormai destinato a consolidarsi.
A intervenire sulla vicenda è stato anche Monsignor Marin Sanudo, Arcivescovo Metropolitano di Udine, che ha affrontato la questione sotto il profilo morale e religioso. Nel suo intervento ha condannato con estrema durezza l'usura e l'eventuale utilizzo del patrimonio pubblico per finalità personali, arrivando a definire tali comportamenti un'offesa non soltanto alla comunità civile ma anche ai principi della Chiesa Aristotelica.
Osservati quindi nel loro insieme, l'annessione "in perpetuo" di Verona, il mandato conferito all'Araldica imperiale per ridisegnarne i confini, il progetto di colonizzazione della Serenissima, l'emissione di titoli del debito pubblico veneziano durante l'occupazione e le numerose dichiarazioni venute fuori dagli ambienti imperiali, sembrano delineare un quadro sorprendentemente coerente: più che la gestione temporanea di un territorio conquistato, emerge l'impressione di un'amministrazione che riteneva ormai inevitabile il definitivo passaggio della Serenissima sotto la sovranità dello SRING e che, di conseguenza, stesse già costruendo il futuro assetto politico, amministrativo ed economico di Venezia.
Ma è proprio qui che nasce l'interrogativo più delicato: quei novecento titoli furono emessi nella sincera convinzione che la Serenissima sarebbe passata sotto il controllo SRING e che sarebbe stato quindi il nuovo governo imperiale a farsene carico? Oppure qualcuno era perfettamente consapevole che non sarebbe mai successo e decise ugualmente di lasciare in eredità al legittimo governo un debito destinato a gravare sulle casse pubbliche?
Rebus sic stantibus, è difficile immaginare che il dibattito possa esaurirsi rapidamente.
La firma del trattato ed il successivo ritorno di Padova e Verona sotto il Leone di San Marco hanno però consegnato alla storia un epilogo profondamente diverso.
Quelle che per mesi erano sembrate certezze si sono infrante contro l'esito della guerra, lasciando incompiuti progetti, decreti e decisioni concepiti per una realtà che, semplicemente, non si è mai realizzata.
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06/07/1474VERONA TORNA A CASA
VENEZIA – Da oggi, 6 luglio 1474, Verona torna ufficialmente sotto il legittimo dominio della Serenissima Repubblica di Venezia.
Una città dichiarata "annessa in perpetuo", inserita nei confini del Ducato di Modena, destinata persino a entrare nei registri dell'Araldica imperiale come territorio modenese, torna oggi là dove è sempre stata, con buona pace di quanti, ancora oggi, faticano ad accettare che il sogno di una Verona imperiale sia definitivamente tramontato.
A guidare personalmente il ripristino della piena sovranità veneziana è stata Sua Maestà Olimpia Oriente Frescobaldi Noparti, che ha scelto di recarsi in città per riprendere formalmente possesso di ciò che appartiene di diritto alla Serenissima.