19/05/1474AEGIS: NESSUNA TRATTATIVA, SARÀ GUERRA A OLTRANZA.
Venezia, maggio 1474 – La pace non è un’opzione. Se qualcuno, tra le file degli eserciti imperiali o nei palazzi, sperava in una soluzione diplomatica per fermare il conflitto, il comunicato di Sua Maestà Imperiale Faraona Augustus de Lucifer cancella ogni illusione. Nessun compromesso, nessuna trattativa e, soprattutto, nessuna fretta di chiudere.
Sua Maestà Imperiale fissa la linea della coalizione Aegis – di cui la Repubblica di Venezia è parte – nei confronti dello SRING. Il messaggio politico che trapela dal documento è uno solo ed è durissimo: siamo pronti a restare in guerra anche per anni.
Il leader di Aegis esordisce stroncando sul nascere le voci di corridoio su presunti tavoli diplomatici, liquidate come pura propaganda interna del nemico: “Queste storie servono a un solo scopo: tenere gli uomini in riga ancora per un po’, tenere insieme eserciti e risorse che già iniziano a capire la realtà che hanno davanti”.
La posizione della coalizione non ammette repliche né debolezze e Sua Maestà Faraona mette in chiaro l'assenza totale di un dialogo: “Sia noto chiaramente e senza ambiguità. In questo momento, Aegis e lo SRING non sono impegnati in negoziati, né vi saranno negoziati finché noi stessi non decideremo diversamente”.
La svolta del comunicato sta nella definizione degli obiettivi. Si precisa che non si combatte per un tornaconto territoriale o per spostare qualche cippo di frontiera: “Non siamo venuti qui per un castello o due. Non abbiamo marciato su terre e mari per il possesso di qualche nodo dimenticato sulla strada per il nulla”, ma si punta dritti al bersaglio: un cambiamento strutturale nello SRING. Un obiettivo che richiederà tempo e che non si esaurirà con un accordo di facciata: “Sappiamo cosa deve essere cambiato, e va ben oltre la sostituzione di un duca con un altro o il ridisegno dei confini per apparenza”.
Ed è qui che emerge il vero fulcro del documento, l'avvertimento definitivo: “Comprendete bene questo: Aegis è preparata a far durare questa guerra mesi o anni, se necessario”.
Faraona chiude il comunicato sigillandolo con una formula che impegna tutti: “We will not abandon our cause because others grow tired” (Non abbandoneremo la nostra causa perché altri si stancano).
Alea iacta est e la guerra potrà andare avanti anche per molti mesi, se non anni.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia
International KAP per segnalazioni o diritto di replica: http://forum.renaissancekingdoms.com/viewforum.php?f=4597
05/05/1474Il Leone torna a ruggire
VENEZIA, APRILE 1474 – Con una sequenza di comunicati che non lasciano spazio alla diplomazia, il legittimo e neoeletto governo della Serenissima, guidato da Sua Altezza Serenissima Aldobrando d’Este, ha ufficialmente ripreso il pieno controllo del territorio, sancendo l’inizio di un’era di ferro e di fuoco.
Nel quarto comunicato del suo mandato, il Doge ha confermato che la Repubblica si trova in stato di Legge Marziale (decreto del 21 novembre 1473). Le sue parole sono state lapidarie: ogni atto o decreto emesso dagli uffici imperiali è dichiarato nullo e privo di qualunque valore giuridico.
Sul piano militare, Venezia passa all’offensiva totale e ricorda che non saranno concessi permessi di transito e che la parola d'ordine sarà guerra perpetua.
Con il quinto comunicato, emesso il 27 aprile, la Serenissima ha annunciato il ripristino del legittimo possesso del Castello. Sebbene il tesoro in ducati sia rimasto intatto, l’ispezione ha rivelato il saccheggio di materie prime: oltre 1000 chili di ferro e 300 unità di pietra mancano all'appello.
La risposta di Sua Altezza è stata intrisa di aristocratico disprezzo, liquidando il furto come un atto di “involontaria beneficenza” verso vicini giudicati incapaci di prosperare con i propri mezzi.
Non è mancato un attacco durissimo alle figure chiave della passata gestione, in particolare contro Rodolfoilbello, definito l’ombra del defunto Atum. Il Doge ha descritto gli occupanti come “morti di fame” privi di nobiltà d'animo, contrapponendo la miseria morale degli invasori alla ricchezza e alla dignità della vera Venezia.
Mentre il Consiglio lavora per riportare la Repubblica al suo splendore, il messaggio che arriva è chiaro: il Leone di San Marco non accetta catene e chiunque oserà sfidarlo incontrerà solo la fame, le lacrime, la prigione, il patibolo e la morte.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia
International KAP per segnalazioni o diritto di replica: http://forum.renaissancekingdoms.com/viewforum.php?f=4597
25/04/1474Venezia: il Governo legittimo riprende il Castello e ristabilisce i fatti.
VENEZIA – Con il ritorno del governo legittimo a Venezia e la recente tornata elettorale che ha stabilizzato il quadro politico, si apre una fase di necessaria chiarezza sulla gestione della Serenissima durante il periodo dell'occupazione imperiale.
La ricostruzione ufficiale dei fatti smentisce ancora una volta e categoricamente le narrazioni più fantasiose, precisando che il trasferimento del governo in Istria fu una scelta tattica consapevole. Di fronte a un rapporto di forze di 3 a 1, Sua Maestà Oriente e l’Oberkommander Donpeppe decisero infatti di riposizionarsi in Istria per preservare la vita dei propri soldati da un sacrificio inutile, mettendo al sicuro l'intera flotta e le scorte mediche essenziali ai feriti.
Sebbene il periodo di occupazione imperiale abbia lasciato la Serenissima in uno stato di evidente abbandono amministrativo, i dati finanziari smentiscono l'ipotesi di saccheggi.
Al momento del rientro, il governo ha potuto constatare che i beni della Capitale erano stati preventivamente affidati dalla sindaca Dora Belladonna alla custodia del Patriarca Heldor, con il quale l’occupante sembra aver stabilito un rapporto di fiducia.
La conferma che non ci siano state ruberie, è giunta anche al ritrovamento di 5000 ducati nei forzieri del Castello.
Il legittimo governo torna dunque a insediarsi nel Castello, consapevole che la guerra sia in realtà appena iniziata, ma con la ferma volontà di rifiutare la propaganda e la negazione della verità: gli imperiali si sono dimostrati incapaci strateghi militari e mediocri amministratori della cosa pubblica, ma non ladri.
In ogni caso le priorità del Governo sono state altre: tra i suoi primi atti ufficiali, l'esecutivo ha voluto tributare un riconoscimento solenne verso chi ha sostenuto la causa legittima nei momenti più difficili. E’ stato dunque espresso un encomio formale al Colonnello Stevens e al Fronte di Liberazione, ringraziati per la fedeltà e l'impegno costante dimostrati.
Venezia riparte dunque da qui: dalla trasparenza e dal riconoscimento del merito.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia
International KAP per segnalazioni o diritto di replica: http://forum.renaissancekingdoms.com/viewforum.php?f=4597
22/04/1474Serenissima Repubblica di Venezia - Al termine dell'elezione del Consiglio, RV ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Serenissima Repubblica di Venezia (KAP) - La lista Riscossa Veneta è stata la più votata al termine dell'elezione e ha ottenuto la maggioranza assoluta dei posti nel Consiglio. Potrà quindi governare da sola.
Risultato dell'elezione:
1. "Riscossa Veneta" (RV) : 100%
La ripartizione dei voti ha determinato la seguente composizione del Consiglio:
I membri del Consiglio riconosceranno il nuovo principe entro due giorni. Questi dovrà giurare fedeltà al sovrano e assegnare gli incarichi ai consiglieri.
08/03/1474Atum bramava la resa. Ha ottenuto un dito: il medio.
VENEZIA – Non è la resa che l’Impero si aspettava, ma un ruggito di fiero disprezzo quello che è giunto ieri nelle Serenissime piazze.
Con il settimo comunicato del suo mandato, Sua Altezza Serenissima Aldobrando d'Este ha risposto all’occupazione del Castello di Venezia non con il capo chino dei vinti, ma con la tagliente ironia di chi sa che la guerra non si vince contando i mattoni di una fortezza, ma le forze ancora in campo.
Il Doge bolla senza mezzi termini il comando imperiale guidato da Atum come un esempio di "inefficienza tattica e strategica".
Secondo la Serenissima, aver occupato il Castello non significa aver piegato la Repubblica. Aldobrando rassicura la nobiltà ed il popolo: l’apparato bellico veneziano è intatto. Mentre gli imperiali celebrano tra le mura della Capitale, il vero cuore della potenza dogale è ancora in Serenissima e batte forte in Istria, dove la macchina da guerra è pronta e operativa.
Il comunicato chiarisce un punto fondamentale: Venezia non ha concesso ad Atum il "massacro" che cercava.
Con una mossa che il Doge definisce figlia della "superiore arte della guerra", i veneziani hanno evitato l’inutile scontro frontale suicida (1:3), negando al nemico il piacere di esecuzioni sommarie e impiccagioni.
“Non spetta ad Atum decidere quando, come e dove ci possa mai essere battaglia”, recita il testo, rivendicando per Venezia il controllo totale dei tempi del conflitto.
Ma è nel finale che il Doge abbandona il linguaggio diplomatico per colpire nel vivo.
Aldobrando dedica ad Atum e al suo alleato Justinian un saluto inequivocabile: il dito medio levato verso il cielo. Un "pilastro di fiero disprezzo" che serve a ricordare agli occupanti che, nonostante la superiorità numerica di sei eserciti ed oltre 250 uomini, lo spirito della Serenissima resta indomito.
La chiusura del comunicato non lascia spazio a speranze di pace: "Se noi bruciamo, voi bruciate con noi".
Un patto di sangue e fuoco che annuncia una stagione di violenza inaudita.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia