08/03/1474Atum bramava la resa. Ha ottenuto un dito: il medio.
VENEZIA – Non è la resa che l’Impero si aspettava, ma un ruggito di fiero disprezzo quello che è giunto ieri nelle Serenissime piazze.
Con il settimo comunicato del suo mandato, Sua Altezza Serenissima Aldobrando d'Este ha risposto all’occupazione del Castello di Venezia non con il capo chino dei vinti, ma con la tagliente ironia di chi sa che la guerra non si vince contando i mattoni di una fortezza, ma le forze ancora in campo.
Il Doge bolla senza mezzi termini il comando imperiale guidato da Atum come un esempio di "inefficienza tattica e strategica".
Secondo la Serenissima, aver occupato il Castello non significa aver piegato la Repubblica. Aldobrando rassicura la nobiltà ed il popolo: l’apparato bellico veneziano è intatto. Mentre gli imperiali celebrano tra le mura della Capitale, il vero cuore della potenza dogale è ancora in Serenissima e batte forte in Istria, dove la macchina da guerra è pronta e operativa.
Il comunicato chiarisce un punto fondamentale: Venezia non ha concesso ad Atum il "massacro" che cercava.
Con una mossa che il Doge definisce figlia della "superiore arte della guerra", i veneziani hanno evitato l’inutile scontro frontale suicida (1:3), negando al nemico il piacere di esecuzioni sommarie e impiccagioni.
“Non spetta ad Atum decidere quando, come e dove ci possa mai essere battaglia”, recita il testo, rivendicando per Venezia il controllo totale dei tempi del conflitto.
Ma è nel finale che il Doge abbandona il linguaggio diplomatico per colpire nel vivo.
Aldobrando dedica ad Atum e al suo alleato Justinian un saluto inequivocabile: il dito medio levato verso il cielo. Un "pilastro di fiero disprezzo" che serve a ricordare agli occupanti che, nonostante la superiorità numerica di sei eserciti ed oltre 250 uomini, lo spirito della Serenissima resta indomito.
La chiusura del comunicato non lascia spazio a speranze di pace: "Se noi bruciamo, voi bruciate con noi".
Un patto di sangue e fuoco che annuncia una stagione di violenza inaudita.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia
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28/02/1474Venezia in armi: il Doge denuncia l'invasione di ONE
VENEZIA – ll Doge, Aldobrando d’Este, ha emanato il Comunicato 4, dichiarando la Repubblica ufficialmente invasa dalle forze di ONE, definendo il nemico Atum un burattino del progetto di sottomissione globale. Il documento, datato 28 febbraio 1474, denuncia il tradimento di Atum dopo i patti di Mantua e proclama una guerra totale e senza sosta, qualificando le truppe imperiali ostili, come un'entità criminale.
Il Doge accusa l'Impero di aver usato la via diplomatica come manovra diversiva. Dopo l'intervento veneziano a Mantua, la Repubblica aveva accettato di ritirare le proprie truppe per facilitare i negoziati. Secondo il Doge, tale disponibilità è stata tradita: l'Impero avrebbe approfittato del ripiegamento veneziano per coordinare un attacco diretto, rivelando la propria natura di strumento operativo nelle mani di ONE.
Per la Serenissima, dunque, non esiste più distinzione tra le milizie imperiali di Atum e il potere di ONE. Il comunicato inserisce l'attacco a Venezia in un quadro bellico più ampio che ha già colpito Portogallo, Francia e Bretagna.
Chiunque collabori con Atum è ora considerato da Venezia come parte di un'organizzazione criminale volta a eradicare la sovranità di ogni regno.
Venezia dal canto suo si proclama Stato Militare e si dice pronta ad una guerra di logoramento senza precedenti. La linea del Doge è inflessibile: non ci sarà tregua né fine alle ostilità fino alla totale neutralizzazione della minaccia.
“Venezia non dimentica e non indietreggia”, conclude la nota, sancendo l'inizio di una lotta che i veneziani si dichiarano compattamente pronti a sostenere per gli anni a venire.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia
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23/02/1474Venezia non ha mai mentito.
Si può definire la Serenissima come si vuole - dittatura, regno illiberale, potenza egemone - ma i fatti restano impermeabili alle opinioni.
Per mesi, Venezia ed il Regno delle Due Sicilie hanno denunciato il rapporto torbido tra l'Imperatore Atum e l'entità ONE. Quando simpatizzanti One e nemici del Regno e di Venezia si ammassavano sul confine sud, l’Impero è rimasto in silenzio, in un silenzio complice.
Non più tardi di due settimane fa, in piena guerra, le truppe veneziane sono entrate in territorio imperiale. La linea ufficiale è sempre stata cristallina: la guerra non è contro il popolo imperiale, ma contro Atum, il primo servo di ONE.
A Mantua, con gli eserciti serenissimi in posizione di forza, Venezia non ha mai esibito striscioni d’odio. Non si sono lette scritte come "Verona libera" o promesse di massacro contro i "vili despoti veneziani". Al contrario, Venezia ha ordinato la marcia indietro e il ritiro delle truppe per onorare un impegno diplomatico, nonostante il vantaggio strategico.
Sua Maestà Oriente ha guardato ai morti modenesi come ad un peso morale, consapevole che la colpa di quel sangue ricadeva su un solo uomo: l'Imperatore.
Venezia non ha mai mentito.
Oggi lo scenario è mutato: i nobili modenesi, riempiono i ranghi degli eserciti imperiali su territorio veneziano e sono loro a sventolare quegli striscioni intrisi di retorica bellicista e odio cieco.
Non esiste nobiltà nel servire un servo. Chi si piega ai voleri di Atum - a sua volta sottomesso a ONE - sceglie volontariamente la propria abiezione.
I modenesi non hanno compreso il gesto di clemenza; lo hanno scambiato per debolezza, mostrandosi più abietti del loro stesso imperatore.
L’Impero è corrotto nel midollo. Non esiste più un interlocutore sovrano, esiste solo una catena di comando che parte da ONE e finisce nelle trincee imperiali, nessuno escluso.
Da questo momento, la pietà è terminata.
Gli imperiali saranno costretti a presidiare ogni metro delle proprie terre, senza sosta, per i mesi e gli anni a venire.
Se gli imperiali hanno scelto di essere lo scudo di un servo di ONE, saranno trattati esattamente come la proprietà del proprio padrone.
I servi subiscono il destino che i padroni decidono per loro.
E Venezia non ha più intenzione di risparmiarli.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia
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21/02/1474Serenissima Repubblica di Venezia - Al termine dell'elezione del Consiglio, Rv ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Serenissima Repubblica di Venezia (KAP) - La lista Riscossa Veneta è stata la più votata al termine dell'elezione e ha ottenuto la maggioranza assoluta dei posti nel Consiglio. Potrà quindi governare da sola.
Risultato dell'elezione:
1. "Riscossa Veneta " (Rv) : 100%
La ripartizione dei voti ha determinato la seguente composizione del Consiglio:
I membri del Consiglio riconosceranno il nuovo principe entro due giorni. Questi dovrà giurare fedeltà al sovrano e assegnare gli incarichi ai consiglieri.
20/02/1474Il tramonto della credibilità: cronaca di una tregua tradita e di un Impero corrotto
I fatti di Siena e di questo conflitto in generale, non sono solo una questione di confini, ma il ritratto di un fallimento politico che parte dal trono e si riverbera in ogni ufficio della Cancelleria Imperiale. La ricostruzione dei fatti, basata sui verbali del 14-16 febbraio, messi in Piazza da Sua Maestà Oriente il 18 febbraio e - con un'ingenuità che rasenta l'assurdo, confermati e pubblicati dalla stessa diplomazia imperiale nella serata di ieri - smentisce categoricamente l'ultima e delirante narrazione ufficiale di Atum.
Tutto inizia con un Imperatore in grande difficoltà che, davanti all'avanzata delle truppe di Venezia, dell'Impero Ottomano e del Regno delle Due Sicilie, sceglie la via del vittimismo.
Al tavolo delle trattative, Atum chiede il ritiro delle truppe alleate come unica condizione per poter anche solo iniziare a parlare. In pratica un "andatevene e dialogheremo”.
Il 15 febbraio, l’alleanza Venezia, R2S e Impero Ottomano decidono di scommettere sulla parola dell'Imperatore e per far respirare il dialogo, acconsentono ad un ritiro tattico verso i propri confini. E’ un sacrificio militare enorme, fatto in nome della stabilità. Ma non appena l'ultimo soldato alleato lascia il suolo imperiale, la maschera di Atum cade.
Invece di onorare l'impegno, l'Imperatore emana un comunicato allucinante, delirante: parla di turchi e veneziani in fuga, di vittoria schiacciante e di un territorio liberato con la forza. Una riscrittura della realtà che ha spinto l’Impero Ottomano, Venezia e le Due Sicilie a chiudere ogni rapporto: “non trattiamo con i bugiardi".
E’ ormai chiaro che Atum non abbia mai avuto intenzione di arrivare ad una trattativa seria, perché questa avrebbe previsto un accordo per combattere ONE. Un passo che l'Imperatore non può e non vuole fare.
In questo clima di sudditanza e menzogna, si è consumato l'unico atto di dignità rimasto in Impero. Mentre gli imperiali festeggiavano una vittoria fantasma, la Baronessa Kassandra Luna ha deposto il suo titolo. In una missiva che è un atto d'accusa feroce contro un sistema corrotto - che lei conosce da vicino - ha rinunciato alla Baronìa di Bigliolo. E mentre i nobili di corte continuano a piegare la schiena davanti ad un Imperatore senza onore, questa donna ha scelto di alzarsi in piedi e non sottomettersi.
Resta da vedere quanti altri, tra quei ranghi silenziosi, avranno il coraggio di guardarsi allo specchio senza abbassare lo sguardo.
Ma ci sarà tempo per scoprirlo, molto tempo. Perché la promessa degli Alleati è chiara: la guerra andrà avanti senza sosta. Se il destino dell'Impero sarà quello di un conflitto infinito e logorante, il mondo saprà esattamente su chi far ricadere la colpa.
E’ questo l’implacabile giudizio del tempo.
Filangieri redattore KAP Venezia CC Capo redattore KAP Venezia