Kingdoms Associated Press



21/01/1474 Lisbona accerchiata dal silenzio



Ginevra (AAP) - Li si attendeva in Bretagna, piccolo ducato di quattrocentoquarantaquattro anime, ed è attraverso mille deviazioni che sono apparsi altrove, in un Regno di oltre mille abitanti, come una tempesta che sbaglia riva ma devasta ugualmente.

Nelle ultime ore le ostilità nel conflitto portoghese hanno conosciuto un’improvvisa aggravazione. Forze provenienti dalla contea di Porto, composte in gran parte da soldati dell’ONE Ordo Negrum Equites hanno gettato l’ancora quasi nello stesso momento nei porti di Alcácer do Sal e di Setúbal. Le due città sono state prese, private dei loro colori lisbonesi e proclamate Vila Franca, passando così sotto una nuova autorità.

Questo rovesciamento modifica profondamente la mappa del conflitto. Fino a poco tempo fa i legalisti controllavano Lisbona, Santarém, Alcobaça, Guarda, Montemor, Setúbal, Alcácer do Sal, Avis, Crato ed Évora. Ora non resta loro che Lisbona, Santarém, Montemor, Avis, Crato ed Évora. La caduta di Setúbal e di Alcácer do Sal ieri, unita a quella di Alcobaça e di Guarda nelle ultime settimane, non è soltanto una perdita di territori: è una ferita strategica, soprattutto sul piano marittimo e logistico.

Sulla piazza pubblica sono circolate voci secondo cui un contingente di soldati francesi sarebbe giunto per sostenere Lisbona e affrontare l’ONE senza indugio. Ma al momento in cui queste righe sono scritte, nessun sigillo ufficiale è venuto a confermare tali voci.

Sul mare la situazione è altrettanto cupa. Quattro navi lisbonesi l’Euskara, l’Interceptor, il Monforte III e il Vitória sarebbero state affondate. Se la notizia sarà confermata, segnerà un grave aggravamento della fragilità delle rotte marittime legaliste. Anche su questo punto, le autorità tacciono.

L’unica voce che si sia levata pubblicamente è stata quella di Adriano Niccolò Ares Meridio, detto Susaku, conte di Coimbra. In piazza ha dichiarato di aver previsto questi eventi da mesi e ha parlato dell’apertura di una “nuova pagina” del conflitto, che descrive senza mezzi termini come quella della “distruzione di Lisbona”. Ha citato la caduta di Alcácer do Sal e di Setúbal, il naufragio delle navi, e ha lanciato frecciate dirette contro il capo militare portoghese, Kokkas de Monforte, mescolando minacce ed esigenze politiche. Secondo le informazioni disponibili, il conte di Coimbra non avrebbe tuttavia partecipato direttamente alle operazioni che hanno portato alla presa delle due città. Ma le sue parole sono bastate a gettare ancora più olio su un fuoco già acceso.

Nel frattempo, a Lisbona come nel resto del regno, il silenzio delle autorità colpisce gli animi. Né smentite, né conferme, né spiegazioni: questo mutismo alimenta le voci e rafforza il sentimento di un potere superato, proprio mentre le terre cadono, le armi parlano e le istituzioni vacillano.

Secondo l’articolo del nostro onorevole collega, il signor Augusto Bibiano d’Avis.


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20/01/1474 Lisbonne, dix-sept nefs pour un royaume



À Lisbonne (AAP) - Ainsi l’Ordo Negrum Equites posa enfin le pied en terre portugaise, comme un acteur entrant tard sur une scène déjà couverte de sang et de cendres. La flotte franco-valencienne avait trouvé refuge dans les cales sèches et bassins de Lisbonne, dispersant ses lourdes nefs comme on cache des joyaux menacés.

L’une fut menée à Alcácer do Sal, deux à Setúbal, trois à Santarém, quatre au port même de la capitale, et à ces dix vaisseaux étrangers vinrent s’ajouter sept caraques lisboètes, si bien que dix-sept géants de bois et de fer dormaient alors sous le ciel de Portugal, gonflés d’orgueil et de promesses.

Mais la Fortune, cette reine capricieuse, sourit d’un œil et frappe de l’autre. Trois de ces fiers vaisseaux sont déjà tombés : l’un parlait français, l’autre valencien, le troisième lisboète, et tous ont trouvé la même langue au fond de l’abîme. Et l’on dit que demain, comme à l’heure fatale où le bourreau lève la main, six autres suivront, cinq enfants du Portugal et un né de France, car Setúbal et Alcácer ont courbé la tête devant les armées de l’ONE et de Porto.

Les deux ports sont tombés aux mains des armées de l’ONE et de Porto. Ô triste ironie : ce qui devait être rempart devient tombe, ce qui devait porter la guerre devient la proie de la guerre.

Alors l’Ordo Negrum Equites arrive plein d’espérance et trouve un royaume qui saigne par tous ses ports. Les voiles pendent comme des linceuls, les mâts grincent comme des vieillards, et chaque vague murmure cette vérité cruelle : celui qui ne sait garder sa maison ne gardera pas longtemps sa couronne.


Guillaume Remuepoire pour l'AAP agence des Terres au Milieu.

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19/01/1474 Per i boschi e la libertà



Ginevra (AAP) - Se il vostro stemma nobiliare è già stato tappezzato con le tre lettere B-I-L, o se conservate in un cassetto qualche vecchio debito fiscale verso un marchese, ecco una notizia che dovrebbe rallegrarvi: le Brigate Internazionali Libertarie convitano tutti gli spiriti liberi, e tutte le mani abili, al loro grande conclave annuale, il 21 febbraio prossimo, nella taverna ginevrina che fa loro da quartier generale.

Tre anni fa, questi stessi energumeni fecero parlare di sé nelle Alpi elvetiche svuotando senza riguardo i forzieri di Embrun, lasciando sul posto più desolazione che ducati e quella firma diventata tristemente celebre in tutte le cancellerie coronate. Da allora, il loro registro di campagne si è ispessito in misura della loro audacia: dalle Alpi al Danubio, dal San Gottardo alle coste bretoni, hanno aggiunto capitolo su capitolo alla loro leggenda nera.

Da dove vengono ? Originari delle nebbie subcarpatiche della Lotta Anti-monarchica (LAS) e dei sentieri ribelli del Movimento Autonomo Transalpino (MAT), le BIL sono quella nebulosa poliglotta che rivendica, con una franchezza sconcertante, diverse «aggressioni mortali» a nobili dell’Impero. Proscritte per apologia della lotta armata contro «baroni, marchesi, duchi e principesse», sono benvenute là dove bisogna combattere l’Ordine oscuro dei cavalieri neri. Dipende.

La loro rete, tentacolare come una vite selvatica, si estende dalle Fiandre (dove operano le Cellule Cavaliere Combattenti) alle foreste germaniche (infestate dalla Frazione Armata Porpora), passando per i covi italiani di liberazione proletaria DAI, AHIA, MECOJONI (Dinamiche Autonome d'Insurrezione, Avanguardia Hostile all'Imperialismo e all'Autoritarismo, Movimento Eversivo Comunista per l'Overtura Giacobina delle Oppressioni Nazionali e Imperialiste), senza dimenticare le Legioni Armate Rivoluzionarie d'Albania o i gruppuscoli negronisti sparsi dal Mare Oceano alla Polonia. Un'internazionale dell'insubmissione, in sostanza.

Il programma della giornata. Questo sabato 21 febbraio, dunque, si ritroveranno all’alba alla Taverna delle BIL per una serie di sessioni tanto trascinanti quanto un assalto a un castello. In menu :

9:00: «Storia delle BIL» dove si racconterà come si passa dal manifesto all’incendio.
11:30: «Saccheggiare le Diocesi» laboratorio pratico, teorico e probabilmente liturgico.
14:30: «L’unione fa la forza» ovvero come allearsi senza tradirsi.
16:30: «La lotta contro ONE: da Toul alla Bretagna» ritorno su un anno di guerriglia costiera.
18:30: «Ginevra libera e di tutti» perché ogni rivoluzione ha bisogno di una capitale morale.

Nel frattempo, workshop paralleli insegneranno ai più motivati come «derubare senza fumogeni con una sola mano» o «bruciare i municipi e sfuggire agli eserciti», il tutto nella più pura tradizione dell’educazione popolare.

La serata si concluderà con una rievocazione cantata della «Battaglia dei Tre Ponti», quel massacro di nobili e cardinale che, lo scorso maggio, ha fatto tanto parlare le corti, seguita da un concerto di Jack Lo Bardo, le cui strofe fanno tremare i troni e ballare i banditi.

Perché andarci ? Per sentire, dalla bocca stessa di Gianlupo, Malena, V_per_Vendetta e altri nomi già temuti, come si prepara un saccheggio diocesano o si tiene testa a un impero. Per fraternizzare con gente che pensa che «i boschi non vi appartengono» e che la libertà si prende più spesso di quanto non venga concessa. Per vedere, infine, se sotto i discorsi infuocati e i giuramenti taglienti, batte ancora il cuore selvaggio della rivolta, o se tutto ciò è solo vento delle Alpi.

Appuntamento dunque il 21 febbraio, dalle 7 del mattino. Portatevi la vostra candela, la vostra rabbia, e forse un po’ di prudenza: dopo un simile congresso, le autorità rischiano di guardare storto chi ne uscirà con il sorriso sulle labbra.

A seguire. O a fuggire, a seconda del vostro rango e del vostro gusto per il trambusto.

Leggi anche : TEMPi è la rivista ufficiale delle Brigate Internazionali Libertarie


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18/01/1474 Les Moineaux d’Aristote, onzième numéro



Brescello (AAP) - Je me souviens très bien du premier numéro des Moineaux d’Aristote. Un peu comme un premier sermon un jour de pluie : on ne sait pas trop s’il y aura du monde, mais on parle quand même, parce que c’est important. Depuis, les mois ont passé, les pages se sont remplies, et voilà que ces sacrés moineaux en sont déjà à leur onzième envol. Et je vous le dis sans détour : ils se portent bien, les bougres.

C’est avec une joie franche, pas celle qu’on sort pour les grandes photos mais celle qu’on garde au fond de la poitrine, que nous annonçons la parution du 11ᵉ numéro des Moineaux d’Aristote. Cette gazette, faite avec patience et conviction, continue de nourrir la communauté, d’éclairer les esprits et parfois même de faire sourire, ce qui, entre nous, est déjà une œuvre pie.

On y trouve de tout : des nouvelles de l’Église, pour savoir qui fait quoi et pourquoi, des textes pour penser un peu plus haut que le clocher, et des histoires légères, histoire de ne pas finir la lecture avec l’air d’un vieux confessionnal poussiéreux.

Mais un journal ne vole pas tout seul. Il lui faut des ailes solides.

D’abord, Son Éminence Loadin, cardinal-diacre de Saint-Nicomaque de l’Esquilin, évêque de Montélimar, scripteur du Saint-Office et professeur au séminaire Saint-Benoît. Un homme qui manie la plume comme d’autres le goupillon : avec précision et sans éclaboussures inutiles.

Il y a aussi Monseigneur Tamano Lacourt de Walburghe, archevêque de Lyon, qui veille sur son troupeau avec un œil sérieux et un cœur solide, même quand les brebis font semblant de ne pas l’entendre.

Sœur Lisyeng, diaconesse poitevine, a ce don rare de parler doucement et d’être entendue quand même. Sœur Clélie von Wittelsbach-Frayner, diaconesse lyonnaise, relie les gens entre eux comme on recoud une vieille soutane : avec patience et conviction.

Et puis il y a Frère Cyphus Garion, archidiacre de Poitiers et archiviste du séminaire Saint-Benoît, gardien de la mémoire, celui qui se souvient même de ce que les autres préfèrent oublier.

Enfin, Monseigneur Melo de Montracol, évêque de Périgueux, rappelle que l’Église n’est pas faite pour rester sur les marches, mais pour marcher avec les gens.

Grâce à tout ce petit monde, les Moineaux d’Aristote continuent de chanter chaque mois.

À lire : la Gazette de l'assemblée de l'Eglise de France


Don Camillo pour l'AAP agence des terres au Milieu.

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17/01/1474 Vom gegenwärtigen Zustand der Justiz



Straßbourg (AAP) - Es gibt kaum noch einen Marktplatz oder eine Schenke, in der man nicht hört, die Justiz sei hart, launenhaft oder ungerecht geworden. Verurteilte schreien nach Unrecht, Zeugen zweifeln, die Menge murmelt. Doch man muss klar sprechen: Die Justiz hat niemals vollkommene Gerechtigkeit versprochen, sondern nur eine mögliche Ordnung.

In jedem lebendigen Reich siegt die Wahrheit nicht immer. Macht, Gerücht, Furcht, Interesse oder bloßer Irrtum können über die Tatsache triumphieren. So kommt es vor, dass ein Mensch bestraft wird, ohne gefehlt zu haben, oder dass ein Schuldiger frei umhergeht, während ein Unschuldiger zahlt. Das ist kein Unfall der Welt, sondern ihre Natur.

Doch ein Urteil ist niemals ein Ende.

Das Gesetz selbst bietet Risse, Fristen, Formen, zeitweilige Schutzschirme und Wege des Einspruchs. Der Verurteilte, der sich mit Klagen begnügt, ist schon halb tot; derjenige, der beobachtet, versteht und handelt, bleibt lebendig.

Zuerst gibt es den Schutz des Standes. In den Dienst eines Heeres zu treten, das Kommando über ein Schiff zu übernehmen oder sich unter eine militärische oder souveräne Autorität zu stellen, kann die Wirkung einer Verfolgung aufschieben. Niemand darf daran gehindert werden, seinen Stand zu wechseln, ohne dass man ihm Absichten unterstellt, und das Gesetz richtet nicht über Gedanken. Dieser Ausweg ist erlaubt, solange er einzeln bleibt und nicht organisiert wird, um die Justiz selbst lahmzulegen.

Dann gibt es die Macht der Fristen und Formen. Ein Prozess, der sich über die festgesetzte Zeit hinauszieht, kann von selbst verfallen wie eine überreife Frucht. Ein Urteil, das schlecht verkündet, nicht eingetragen, rückdatiert oder außerhalb der Regeln gefällt wurde, kann nicht wegen dessen, was es sagt, sondern wegen der Art, wie es gesagt wurde, angefochten werden. Wer die Verfahren zu lesen weiß, besitzt eine feinere Waffe als das Schwert.

Es gibt auch den Weg des Fortgehens. Das Land zu verlassen, eine Grenze zu überschreiten, sich unter eine andere Gerichtsbarkeit zu stellen, selbst um den Preis des Exils, ist keine Schande, sondern eine politische Wahl. Man flieht nicht immer aus Feigheit: Man flieht manchmal, um besser zurückzukehren oder um anderswo neu zu werden.

Ferner gibt es die Kraft der Zahl. Wo viele verfolgt werden, da ist bereits eine Menge. Die einsame Klage ist vergeblich; das Bündnis verwandelt die Schmach in Macht. Die Verurteilten können Fraktion, Partei, Heer oder Legende werden.

Und selbst das Gefängnis ist kein Grab. Die Zeit dort ist gezählt. Man tritt gebrochen oder aufrührerisch ein, man verlässt es schwächer oder gefährlicher. Der Kerker kann ein Ende sein, aber auch eine Schmiede.

Darum muss man denen, die von der Justiz getroffen werden, dies sagen: Glaubt nicht, dass das Urteil euch jede Handhabe über euer Schicksal nimmt. Es zwingt euch nur, anders zu wählen. Sich unterwerfen, sich verwandeln, kämpfen, verschwinden, zurückkehren, stürzen, neu bauen, all das bleibt möglich.

Die Justiz ist nicht da, um alle gewinnen zu lassen. Sie ist da, um Geschichten, Stürze, Wiedergeburten und Konflikte hervorzubringen. Wer einen Prozess verliert, hat nicht sein Leben verloren: Er hat eine Prüfung gewonnen.

Verlangt nicht nach einer Welt ohne Verurteilungen. Fragt euch, was ihr aus der euren machen werdet. Denn nicht die Siege machen die erinnerungswürdigen Schicksale aus, sondern die Art, wie man Urteile überlebt.

Zu lesen : unfortunately the judge persecutes people


Hieronymus Rhenanus Für die KAP-Agentur der Länder in Mitte

Um das Recht auf Gegendarstellung einzufordern - die internationale KAP

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Cours

Product Price Variation
Loaf of bread 4.56 -0.28
Fruit 9.92 0
Bag of corn 3.7 0.87
Bottle of milk 9.48 0.11
Fish 20.26 0.06
Piece of meat 12.25 0.13
Bag of wheat 10.89 -0
Bag of flour 12.88 1.64
Hundredweight of cow 20.53 0.33
Ton of stone 10.44 -0
Half-hundredweight of pig 15.41 0.05
Ball of wool 10.86 -0.14
Hide 16.32 -0.06
Coat 49.5 0
Vegetable 9.38 -0.18
Wood bushel 4.19 0.08
Small ladder 20.18 0
Large ladder 68.02 0
Oar 20 -0
Hull 36.49 0
Shaft 8.16 -0.14
Boat 99.33 0.63
Stone 18.32 -0.11
Axe 150.74 0
Ploughshare 38.44 0
Hoe 30 0
Ounce of iron ore 11.52 0.2
Unhooped bucket 21.88 0
Bucket 37.73 0
Knife 17.89 0
Ounce of steel 49.04 -0.06
Unforged axe blade 53.91 0
Axe blade 116.44 0
Blunted axe 127.79 -2.51
Hat 53.38 0.08
Man's shirt 119.57 0.12
Woman's shirt 121.14 0
Waistcoat 141.4 0
Pair of trousers 74.61 -0.09
Mantle 257.82 0
Dress 265.04 -0.2
Man's hose 45.63 -0
Woman's hose 44.32 0
Pair of shoes 27.53 -0.01
Pair of boots 86.57 0
Belt 45.2 -0
Barrel 12.02 0
Pint of beer 0.82 0
Barrel of beer 66.51 2.5
Bottle of wine 1.66 0
Barrel of wine N/A N/A
Bag of hops 19.34 0
Bag of malt 10 0
Sword blade 101.19 0
Unsharpened sword 169.69 0
Sword 146.48 -0.07
Shield 36.91 0
Playing cards 73.55 -0
Cloak 180.72 0
Collar 68.35 -0.06
Skirt 135.35 0
Tunic 222.36 0
Overalls 115.73 0
Corset 117.2 0
Rope belt 53.86 0
Headscarf 60.73 0
Helmet 164.91 0
Toque 48.61 0
Headdress 79.65 0
Poulaine 64.02 0
Cod 11.36 0
Conger eel 12.81 0
Sea bream 18.31 0
Herring 17.43 0
Whiting 17.42 0
Skate 12.16 0
Sole 18.11 0
Tuna 12.51 0
Turbot 18.02 0
Red mullet 16.53 0
Mullet 12.47 -0
Scorpionfish 20.5 0
Salmon 16.51 0
Arctic char 12 0
Grayling 14.77 0
Pike 17.6 0
Catfish N/A N/A
Eel 15.09 0
Carp 17.98 0.03
Gudgeon 17.68 -0.04
Trout 17.51 0
Pound of olives 13.38 0
Pound of grapes 9.18 0
Sack of barley 10.67 0
Half-hundred weight of goat carcasses 18.99 0
Bottle of goat's milk 12.81 0
Tapestry 143.6 0
Bottle of olive oil 121.94 -0
Jar of agave nectar N/A N/A
Bushel of salt 19.89 0
Bar of clay 3.43 -0
Cask of Scotch whisky 93.32 -0
Cask of Irish whiskey 131.27 0
Bottle of ewe's milk 10.57 0
Majolica vase 10 0
Porcelain plate N/A N/A
Ceramic tile N/A N/A
Parma ham 84.97 0
Bayonne ham 34.65 -0
Iberian ham 70.28 0
Black Forest ham 54.72 0
Barrel of cider 51.16 0
Bourgogne wine 76.22 0
Bordeaux wine 60.89 0.31
Champagne wine 141.21 -5.25
Toscana wine 33.69 0
Barrel of porto wine 87.44 0
Barrel of Tokaji 163.71 0
Rioja wine 159.19 0
Barrel of Retsina 36.79 -0
Pot of yoghurt 85.17 -0
Cow's milk cheese 77.07 0
Goat's milk cheese 85.06 2.5
Ewe's milk cheese 52.26 0
Anjou wine 50.88 -0
Ewe carcass 15.03 0
Mast 456.7 0
Small sail 215.71 0
Large sail 838.79 0
Tumbler of pulque N/A N/A
Jar of pulque N/A N/A