A Straßburgo (AAP) - Il sultano è morto, viva la vittoria ! La propaganda ottomana ha appena inventato una nuova disciplina: il trionfo senza bottino.
La morte del sultano Zorro94 avrà almeno reso un servizio alla letteratura. Appena annunciato il lutto, ecco la KAP ottomana aprire le cateratte: « libro d’oro della storia », « audace vittoria », « Europa sconvolta », «campagna immortale». Roba da far arrossire d’invidia Venezia e i suoi bulgari. Ma la cosa più tenera resta questa disarmante ingenuità con cui i cronisti raccontano la propria leggenda. Sembra di sentire un bambino tornare da scuola, con una corona di carta in testa. « Papà! Papà ! Ho vinto la guerra ! »
E l’Impero, con l’infinita pazienza degli adulti che sanno che è inutile contraddire i bambini quando sono lanciati : « Sì, piccolo mio. Hai vinto. Bravissimo. Adesso finisci la tua minestra e vai in camera tua. » Perché mentre il bambinone racconta la sua epopea, i mobili sono ancora tutti al loro posto.
Vediamo dunque cosa ha prodotto questa vittoria. Siena ? Liberata. Gli occupanti ? Partiti. Le concessioni imperiali ? Nessuna. I territori annessi ? Nessuno. Le teste reclamate ? Nessuna. I responsabili indicati ? Ancora nessuno. Gli obiettivi di guerra ? Mistero e palla di gomma. È comunque una prestazione notevole: riuscire a proclamare la più grande vittoria del secolo senza riuscire a mostrare una sola ricevuta.
Persino i conquistatori più maldestri tornavano a casa almeno con un cucchiaio. Il pezzo migliore, naturalmente, resta Siena. Gli Ottomani arrivano. Occupano. Proclamano. Sfilano. Poi ripartono. Con i loro alleati siciliani. E Siena torna a essere Siena. Senza trattato umiliante. Senza riscatto. Senza province cedute. Senza governatore imposto.
È una concezione assai moderna della conquista: si prende in prestito una città, si fanno quattro dipinti-ricordo e si restituiscono le chiavi annunciando di aver cambiato la storia. Bisognava pur pensarci. Bisogna riconoscere alle élite imperiali un merito : possiedono un notevole senso pedagogico. Avrebbero potuto rispondere ai comunicati infuocati. Avrebbero potuto indignarsi. Invece hanno lasciato che gli assalitori raccontassero la loro grande vittoria, poi hanno aspettato. A lungo. Molto a lungo. Il tempo che gli eserciti ripartissero. Il tempo che Siena fosse libera. Il tempo che tutto tornasse esattamente al proprio posto.
È un vecchio metodo educativo. Quando un bambino proclama di essere diventato re del salotto, non si mobilita la guardia. Gli si dice : « Sì, Maestà. Adesso rimetti a posto i tuoi giocattoli. » Nel frattempo, la guerra, quella vera, continuava altrove. A Linz, due eserciti imperiali cadevano sotto i colpi di AEGIS. I fronti si allargavano. Le risorse si spostavano. Le province riorganizzavano le proprie difese. E poi ? « Sì, Maestà, hai un grosso valore militare. Adesso rimetti a posto i tuoi giocattoli. » Insomma... Gli Ottomani continuano a scrivere le memorie della loro vittoria passata. I Bulgari e i Veneziani continuano a lucidarsi il loro grosso complimento. E a Strasburgo ? Si balla. Si può.
L’eiaculazione strategica precoce ! Eravamo indecisi se usare l’espressione. Poi abbiamo riletto la cronologia. Ingresso teatrale. Occupazione. Dichiarazioni roboanti. Promesse di un destino continentale. Ritiro rapido. Ritorno al punto di partenza. Difficile trovare una metafora più appropriata. Una campagna iniziata come un’apocalisse. Terminata come un sospiro. Allora, chi ha vinto ? La risposta sta tutta in un’immagine.
Gli Ottomani tornano a casa con un comunicato. L’Impero resta a casa con il suo Impero. Le concessioni non esistono. Gli obiettivi restano invisibili. E i cronisti continuano ad aggiungere aggettivi a una vittoria che si restringe a ogni riga. In fondo, forse è proprio questa la vera eredità del sultano. Lascia dietro di sé una guerra in cui i vincitori raccontano l’epopea mentre gli adulti rimettono tranquillamente le sedie al loro posto.
23/08/1474Repubblica fiorentina - Al termine dell'elezione del Consiglio, M.R.F. ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Repubblica fiorentina (KAP) - La lista Movimento Rinascimentale Fiorentino è stata la più votata al termine dell'elezione e ha ottenuto la maggioranza assoluta dei posti nel Consiglio. Potrà quindi governare da sola.
I membri del Consiglio riconosceranno il nuovo principe entro due giorni. Questi dovrà giurare fedeltà al sovrano e assegnare gli incarichi ai consiglieri.
22/08/1474L’Irlanda vuole risvegliare i suoi regni dimenticati
Dublino (AAP) - Le antiche corone irlandesi potrebbero presto uscire dai libri di storia per ritrovare un posto nella vita del Regno.
L’araldica irlandese sta infatti preparando una riforma che prevede il riconoscimento ufficiale di tre regni storici: Ulaid, Breifne e Thomond. A ciascuno sarebbero associati sette titoli nobiliari, baronie, viscontee, contea, marchesato e ducato, per un totale di ventuno titoli, destinati a distinguere coloro che avranno servito il Regno d’Irlanda con fedeltà e merito.
L’obiettivo dichiarato, tuttavia, non è quello di far risorgere tre governi concorrenti. Questi regni storici non sostituirebbero le attuali province né costituirebbero nuove autorità territoriali. Sarebbero piuttosto corone di memoria, prestigio e responsabilità, affidate a sovrani incaricati a loro volta di riconoscere i meriti dei sudditi irlandesi.
Resta una questione essenziale: chi indosserà le prime corone? La scelta dovrebbe spettare al sovrano d’Irlanda, in consultazione con i protettori delle tre province. I futuri re e regine dovranno soprattutto essere capaci di distinguere il merito dall’amicizia, dal favore o dall’alleanza politica.
Il testo completo dello Statuto è atteso entro la fine di settembre.
La KAP vi invita a leggere l’annuncio completo e l’intervista dedicata a questo progetto, nella quale Letyzia racconta le sue origini, la scelta dei tre regni e le responsabilità affidate ai loro futuri sovrani.
Massa (AAP) – Il Municipio di Massa ha annunciato, con squilli di trombe e grandi manifesti in città, una nuova edizione de “La Regata Massese”, storica competizione che allieta le ultime giornate agostane dell’unica città del Ducato di Modena che si affaccia sul Mar Tirreno.
Il Porto di Massa, uno dei più grandi e trafficati moli della penisola italica, accoglierà decine di imbarcazioni pronte a sfidarsi e conquistare l’ambito primo premio di 500 ducati . Non solo, sono previsti premi anche il secondo e terzo posto. Da giorni, presso i cantieri navali, si notavano grandi lavori e un andirivieni di fabbri, carpentieri e operai per costruire le navi che saranno concesse ai partecipanti regolarmente iscritti. Ogni nave avrà delle caratteristiche particolari, per cui non basterà solo pregare, bensì servirà anche un po' di fortuna! D’altronde, non basterà sperare nel vento favorevole sotto costa, poiché gli imprevisti saranno dietro l’angolo, o forse dietro l’onda! La bonaccia è pronta a rallentare i capitani, mentre le secche lungo la costa daranno del gran filo da torcere ai marinari sia esperti, sia provetti! Le iscrizioni alla regata scadranno il 23 agosto alle 15.00.
La regata, giunta alla quarta edizione, è aperta a tutti, cittadini e forestieri e promette colpi di scena “esplosivi”. Un barile carico di polvere incendiaria renderà la regata ancora più intrigante, dal momento che potrebbe esplodere da un momento all’altro! Chi verrà colpito? Chi giocherà d’astuzia? Chi verrà benedetto dal bel tempo? A vegliare sul regolamento della regata ci sarà il Consigliere Ludico della città, Paolo Edoardo Morosini Valmont, conosciuto come Pavlos.
La città è in fermento e le taverne del quartiere marina sono già intente a rifornirsi di ottima birra per poter allietare i partecipanti e dissetare chi deciderà di assistere alla regata comodamente lungo l’accogliente costa massese. Non resta che augurare BUON VENTO ai nostri Capitani!
À Genève (AAP) - On attendait de leurs nouvelles ! Ils avaient disparu. On les sait avares de mots, méprisants des lignes et peu amateurs des bavardages de forum, leur préférant les alcôves, les conversations à voix basse et les sombres secrets distillés sous la table.
Mais les voici enfin revenus à la lumière ou, du moins, suffisamment près pour que notre correspondant puisse les interroger. Justinian et Kazimi ont fait le plaisir de répondre à nos questions. Et, comme on pouvait s’y attendre, ils n’ont pas exactement choisi la langue de bois.
Entre le Portugal, Rouen, les navires coulés, les capitales françaises promises au même sort et cette étrange conception d’une guerre qui ne serait jamais qu’une page au milieu d’un chapitre, les deux hommes livrent leur lecture des opérations irlandaises et de la suite du conflit.