À Rennes (AAP) - En Bretagne, la guerre continue. Si si ! Elle ne se voit guère sur les chemins, mais elle se lit beaucoup sur les panneaux.
Le 12 janvier 1474, le Conseil comtal de Bretagne est officiellement repris par l’armée dite de l’Ordre de l’Hermine, commandée par Eric2breitz. L’événement est présenté comme un tournant majeur. En pratique, il se traduit par une liste de noms soigneusement réinstallés autour de la table du pouvoir. Roxane2 conserve le titre de Comte, entourée notamment de Badak (Connétable), Tristan2 (Commerce), Eric2breitz (Capitaine), Erin_lindsay (Prévôt) et Shalee (Porte-parole).
Dans la nuit du 12 au 13 janvier, un affrontement a lieu à Rieux, hors les murs. L’armée angevine Ita diis placuit, commandée par Euphrosyne, affronte l’armée bretonne de la Maréchale Rhiana. Résultat officiel : l’armée angevine est repoussée sur un nœud, mais l’armée bretonne est détruite. Résultat observable le lendemain matin : rien à signaler à Rieux. La victoire est si totale qu’elle efface jusqu’à sa propre trace.
À Rennes, le 13 janvier, l’armée angevine d’Euphrosyne est signalée hors de la ville et annoncée comme capable d’écraser les forces retranchées. L’annonce produit surtout une activité fébrile sur les registres, tandis que les routes restent étrangement calmes. Les Bretons sont invités à la prudence : l’ennemi circule, se disperse, perd deux hommes à Fougères, et pourrait, dit-on, se livrer à des rapines artistiques.
Pendant ce temps, l’essentiel se joue ailleurs.
Le 21 janvier 1474, à Brest, l’Amirauté mandate le capitaine Micki pour reprendre le contrôle du navire Le Rayonnant, devenu fantôme depuis la disparition du capitaine Charlottes. Le même mois, le Grand Duc Méloar de Montfort-Laval, par édit daté du 22 janvier 1474 à Nantes, nomme Leksya Eryn Aurora de Mortelane Maître du Domaine. Peu de soldats, aucun combat : l’autorité avance à la plume.
Mais le véritable théâtre de la guerre apparaît alors : le rapport militaire.
Une annonce, attribuée à la Maréchale Rhiana, évoquant des mouvements angevins, est affichée, puis retirée. Erreur de date, dit-on. Trop tard : une copie circule. Les Angevins s’en emparent et rient ouvertement. Le 19 janvier, un courrier railleur est rendu public, se félicitant de l’imagination stratégique bretonne et saluant la « Maréchale de Bretagne » pour ses talents visionnaires.
Dès lors, la Bretagne ne cherche plus l’ennemi sur les routes, mais la taupe dans les salles. Qui avait accès ? Qui détenait les clés ? Edoran est cité, soupçonné, défendu, puis de nouveau soupçonné. Les accusations croisées se multiplient. Certains dénoncent une obsession, d’autres une évidence. Les panneaux deviennent des tribunaux, les commentaires des preuves, et l’erreur initiale se transforme en affaire d’État. Le 19 janvier au soir, la Maréchale Rhiana reconnaît publiquement l’erreur et accuse un copiste mal intentionné.
Ainsi s’achève ce nouvel épisode de la guerre bretonne. Les armées marchent peu, les batailles s’effacent, mais l’acte décisif demeure : afficher, retirer, juger, nommer. La Couronne l’a bien compris : juger, même brièvement, suffit à marquer la souveraineté. Occuper un village est accessoire ; contrôler le panneau est essentiel.
En Bretagne, en janvier 1474, la guerre n’a pas fait grand bruit. Mais elle a laissé beaucoup d’écrits.
29/01/1474Presenza ottomana nel Regno delle Due Sicilie, Ragnaros sfida Strasburgo
Ginevra (AAP) - L’Impero Ottomano è intervenuto pubblicamente con una fermezza rara nella crisi che scuote l’Italia imperiale, contestando apertamente la linea diplomatica e militare adottata dall’Imperatore di SRING e denunciando profonde contraddizioni nel suo discorso.
In un comunicato indirizzato “alla popolazione di SRING e a chi di competenza”, il Gran Visir Ragnaros afferma che la presenza ottomana nel Regno delle Due Sicilie non risponde in alcun modo a una logica di occupazione, ma è la conseguenza di richieste esplicite provenienti da potenze mediterranee preoccupate dall’espansione di ONE. Il testo richiama ampiamente le azioni passate dell’Impero Ottomano contro tale organizzazione, citando in particolare la distruzione della sua flotta e la liberazione di diversi territori balcanici, per sottolineare la coerenza di un impegno presentato come costante e verificabile.
L’intervento ottomano prende di mira soprattutto l’atteggiamento dell’Imperatore di SRING, accusato di mantenere un doppio registro. Secondo Ragnaros, lo stesso Imperatore avrebbe, nello stesso tempo, proposto a Istanbul un dialogo diplomatico “aperto e onesto” e invocato l’Auxilium, moltiplicando parallelamente accuse pubbliche. Tale postura alimenterebbe, secondo gli Ottomani, sospetti persistenti di collusione con ONE, già ampiamente evocati negli ambienti diplomatici europei.
Il comunicato ripercorre inoltre una serie di scambi epistolari tra l’Imperatore Atum e il Sultano ottomano, resi pubblici da Istanbul per corroborare la propria posizione. Le lettere mostrano un rapido deterioramento del tono, con gli Ottomani che rimproverano a Strasburgo una curiosità giudicata inopportuna e, in seguito, una mancanza di coerenza tra le dichiarazioni di buona volontà e gli atti concreti, in particolare la mobilitazione feudale decisa poche ore dopo i contatti diplomatici.
Punto centrale della contestazione ottomana è la cronologia degli eventi, utilizzata per confutare le giustificazioni imperiali dell’Auxilium. Secondo Istanbul, i movimenti delle armate ottomane sul territorio del Regno delle Due Sicilie sarebbero iniziati solo dopo l’annuncio della mobilitazione imperiale, rendendo infondate le accuse di una provocazione preventiva. Il comunicato arriva persino a ironizzare sulla presunta capacità dell’Imperatore di prevedere spostamenti militari non ancora avvenuti.
L’Impero Ottomano afferma infine di non essere più disposto a comunicare intenzioni e movimenti a un potere ritenuto poco trasparente e contraddittorio. Tre “fatti” vengono messi in evidenza: la crescente credibilità delle voci su legami tra l’Imperatore e ONE, l’assenza di una risposta chiara alla richiesta ottomana di scegliere un campo, e l’accumularsi di inesattezze nelle dichiarazioni imperiali.
In conclusione, il Gran Visir suggerisce che Strasburgo potrebbe cercare deliberatamente di distogliere l’attenzione ottomana dal teatro portoghese, dove ONE resta attiva, alimentando una crisi in Italia. Un’ipotesi dalle implicazioni pesanti, che conferma come la crisi italiana abbia ormai superato il quadro regionale per inscriversi in uno scontro diplomatico e strategico di portata continentale.
28/01/1474Strasburgo invoca l’Auxilium, nuove ombre sulla strategia imperiale
Ginevra (AAP) - La crisi italiana ha conosciuto un nuovo irrigidimento con una successione di prese di posizione pubbliche e di iniziative contraddittorie che indeboliscono ulteriormente la credibilità imperiale.
Un componimento satirico ampiamente diffuso nelle ultime ore, attribuito a ambienti ostili all’Imperatore di SRING, caricaturizza duramente la sua azione politica e lo accusa di aver costruito il proprio potere su compromessi successivi con ONE, al prezzo di tradimenti ripetuti, manipolazioni narrative e di una strumentalizzazione sistematica delle minacce esterne. Al di là della forma pamphlettistica, il testo riprende accuse già formulate in sedi diplomatiche più ufficiali: l’uso opportunistico dell’argomento dell’invasione, la concentrazione militare a Siena, il ricorso a mercenari legati a ONE e l’invocazione tardiva dell’Auxilium per mascherare una perdita di controllo politico.
Parallelamente, l’Impero Ottomano è intervenuto pubblicamente con un comunicato solenne indirizzato alle popolazioni di SRING. Il Gran Visir Ragnaros vi ricorda che la presenza ottomana nel Regno delle Due Sicilie risponde a richieste esplicite di potenze mediterranee e si inserisce in una lunga serie di azioni ostili a ONE, tra cui la distruzione della sua flotta e la liberazione di diversi territori balcanici. Il testo esprime una aperta incomprensione nei confronti dell’atteggiamento dell’Imperatore di SRING, accusato di sollecitare al contempo un dialogo diplomatico e l’Auxilium, ignorando nel contempo la richiesta di aiuto del Portogallo e opponendosi a una potenza notoriamente impegnata contro ONE. Gli Ottomani invitano esplicitamente l’Impero a dimostrare la propria buona fede unendosi alla lotta contro ONE piuttosto che moltiplicando accuse.
Infine, a Strasburgo, il 23 gennaio 1474, l’Imperatore Sigismondo Alessandro Dei Lante ha varcato una soglia politica di rilievo invocando ufficialmente il bando della nobiltà e chiamando alla mobilitazione generale tramite l’Auxilium. Ufficialmente giustificata dalla difesa delle province imperiali di fronte alle presunte ambizioni espansionistiche del Regno delle Due Sicilie e alla presenza di truppe ottomane, questa decisione coinvolge l’intero sistema feudale imperiale e amplia considerevolmente il campo del confronto.
Al di là delle giustificazioni formali, questa triplice sequenza rivela una frattura sempre più evidente tra discorso e realtà strategica. Mentre l’Impero afferma di agire in nome della sicurezza e dell’ordine, le sue scelte successive tendono a isolarlo sul piano diplomatico e ad alimentare i sospetti di ambiguità, mentre la contesa sull’Italia imperiale sembra ormai avviarsi verso una dinamica di conflitto aperto dalle implicazioni continentali.