La vicenda avrebbe potuto restare marginale, una semplice formalità araldica perduta nei corridoi di Straßburgo. Un barone restituisce il proprio titolo, l’amministrazione ne prende atto, i registri si chiudono. Ma questa volta la rinuncia si è trasformata in una scena politica.
La risposta imperiale sorprende allora per la sua moderazione. Nessuna condanna immediata, nessuna accusa di tradimento o ingratitudine. L’imperatore Merkarios sospende la procedura e convoca personalmente il vassallo dimissionario a un’udienza privata. In una sala del trono volutamente spogliata di fasto, l’incontro assume meno la forma di un processo che quella di un tentativo di comprensione. Ed è proprio qui che l’episodio diventa rivelatore.
L’aspetto forse più sorprendente resta altrove: nella reazione dell’entourage imperiale. L’Arcicancelliere Lucas riconosce immediatamente di non sapere nulla della vicenda e chiede che tutto venga raccontato. Così dunque, al vertice stesso del Sacro Romano Impero, alcuni conflitti sembrano evolvere in una strana semi-oscurità amministrativa, dove accuse di abusi circolano senza mai raggiungere davvero il centro del potere. L’episodio illumina una contraddizione sempre più visibile nella retorica imperiale contemporanea.
Da un lato, l’Impero invoca incessantemente unità , lealtà e sacrificio comune. Chiede alle province di resistere, ai soldati di morire, ai nobili di servire e alle popolazioni di continuare a credere in una struttura minacciata da ogni lato. Dall’altro, coloro che denunciano malfunzionamenti interni danno talvolta l’impressione di essere considerati non come correttori utili, ma come disturbatori scomodi. Da qui emerge una domanda, brutale nella sua semplicità : a partire da quale momento la fedeltà cessa di essere un dovere per diventare un’ingiunzione ?
« L’Impero: o lo ami o lo lasci ». La formula non è mai stata pronunciata ufficialmente. Eppure sembra fluttuare sopra molte discussioni imperiali come una dottrina implicita. Chi critica troppo finisce prima o poi sospettato di ostilità . Chi espone le falle diventa sospetto di indebolire l’edificio più delle falle stesse. Eppure un Impero può sopravvivere più facilmente ai nemici esterni che alla convinzione interiore che la parola non serva più a nulla. Forse è proprio questo che rivela realmente questa strana udienza attorno a un semplice titolo baronale : meno una crisi araldica che un interrogativo più ampio sulla natura stessa dell’autorità imperiale. Un potere ancora capace di ascoltare ? Oppure un sistema che tollera ormai la contraddizione soltanto a condizione che resti senza conseguenze ?
Nel frattempo, la guerra continua attorno a Verona, Firenze e Siena. Gli eserciti si accumulano, le proclamazioni marziali si susseguono, gli appelli al coraggio riempiono le cancellerie. Ma in una piccola sala del palazzo imperiale, tra un bicchiere di succo d’arancia e alcuni dossier ormai resi pubblici, forse si è aperta un’altra battaglia: quella per sapere se l’Impero sopporta ancora che gli si dica di no.
L’intention est noble. Après tout, il vaut toujours mieux compter les mineurs avant de compter les pierres. Mais l’affaire prend un tour plus singulier lorsqu’on la replace dans le climat actuel de la province.
24/05/1474Verkiezingen voor de raad van Graafschap Holland: RvH verovert de absolute meerderheid van de zetels
AMSTERDAM (KAP) - De lijst Raad van Holland heeft de overwinning behaald bij de raadsverkiezingen van Graafschap Holland, en heeft de absolute meerderheid van de zetels. Ze kan dus alleen regeren.
Resultaat van de stemming:
1. "Raad van Holland" (RvH) : 100%
De verdelingen van de zetels na de verkiezingen hebben geleid tot een herverdeling van de posities in de raad:
De leden van de raad zullen binnen twee dagen een graaf/gravin uit hun midden kiezen. De graaf/gravin zal dan trouw moeten zweren aan de keizer(in) van het Sacrum Romanorum Imperium Nationis Germanicae en benoemt de raadsleden in hun nieuwe posities.
Les membres du conseil reconnaîtront le prochain Duc d'ici à deux jours. Ce dernier devra alors présenter ses hommages à son souverain, et nommer aux principales charges du Duché.