A Siena (AAP) - Il diritto di risposta, quando arriva, ha spesso la grazia di un cavaliere tardivo: entra in scena dopo la battaglia, quando le armi sono già fredde, le tende smontate e i comunicatori ufficiali hanno avuto tutto il tempo di trasformare qualsiasi evento in una narrazione perfettamente levigata. Ma non per questo meno rumorosa.
A seguito dell’articolo “Videro, vennero, fecero i bagagli”, firmato dal nostro corrispondente Carl Philippo Gottlieb, l’ufficio stampa della campagna ottomana ha ritenuto opportuno esercitare il proprio diritto di replica. Un gesto legittimo, doveroso e, soprattutto, tempestivo: appena qualche giorno dopo la partenza delle truppe e la chiusura del capitolo operativo. Meglio tardi che mai, soprattutto quando si tratta di chiarire vittorie che rischiano di essere fraintese dalla cronaca.
Secondo la replica ufficiale, la lettura proposta dall’Agenzia della Terra in Mezzo sarebbe “riduttiva”, “parziale” e soprattutto “incapace di cogliere la profondità strategica degli eventi”. La campagna su Siena, ci viene spiegato, non avrebbe mai avuto come obiettivo ciò che comunemente si intende con “obiettivo”, bensì una serie di finalità più sottili, quasi impalpabili, che solo una visione evoluta della guerra può comprendere.
Alla domanda, sollevata con una certa ostinazione dal nostro articolo, su quali risultati concreti siano stati ottenuti, la replica invita a non cadere nella “trappola del materialismo militare”. Le teste non cadute, le concessioni non ottenute e le istituzioni rimaste intatte non sarebbero quindi assenze, ma “indicatori negativi di successo preventivo”. Una categoria nuova, che gli osservatori stanno ancora cercando di inserire nei manuali di strategia.
Per quanto riguarda la celebre sequenza degli eventi, entrata, presenza, negoziazione e ritiro, il diritto di risposta insiste: non si tratterebbe di una ritirata, bensì di una “mobilità strategica retroattiva finalizzata al consolidamento degli equilibri già raggiunti”. Tradotto in termini più accessibili, il movimento di ritorno sarebbe parte integrante del successo iniziale. Un concetto che, a detta di alcuni commentatori consultati fuori microfono, presenta il vantaggio di essere difficilmente falsificabile.
Non manca una precisazione sulla famosa citazione latina. L’espressione “Veni, vidi, vici” non sarebbe stata mal interpretata, bensì “volontariamente adattata a un contesto narrativo moderno”. La versione corretta, suggerita ironicamente dal nostro articolo, “Venni, vidi, me ne andai come ero venuto”, viene respinta con fermezza: troppo letterale, troppo poco poetica, e soprattutto “non conforme allo spirito dinamico della comunicazione imperiale contemporanea”.
Nel diritto di risposta si sottolinea inoltre che ridurre l’intera operazione a un “ritorno al punto di partenza” equivarrebbe a ignorare la dimensione immateriale della vittoria: il prestigio, la deterrenza, la percezione, la narrativa, e altre grandezze che, pur non figurando nei bilanci, risultano particolarmente stabili nei comunicati.
Gli abitanti di Siena, interpellati indirettamente nella replica, sarebbero dunque testimoni non di un’assenza di risultati, ma di una “trasformazione percettiva dello spazio operativo”, formula che, secondo alcuni linguisti, potrebbe significare qualsiasi cosa o nulla, a seconda del grado di illuminazione del lettore.
Il nostro autore, Carl Philippo Gottlieb, (io (ndr)) viene infine ringraziato per aver fornito l’occasione di “chiarire pubblicamente la corretta interpretazione degli eventi”. Un riconoscimento che suona, a tratti, come un invito a continuare.
A margine della replica, alcuni osservatori maliziosi continuano a sostenere che il vero successo della campagna sia stato dimostrare l’eccellenza raggiunta nell’arte del comunicato conclusivo : quello capace di contenere contemporaneamente una partenza, una vittoria e una spiegazione retroattiva della vittoria stessa.
La redazione, nel rispetto del pluralismo delle interpretazioni, si limita a registrare il fatto che Siena è stata teatro di un evento complesso, il cui significato definitivo continua, curiosamente, a espandersi dopo la sua conclusione.
04/06/1474Grafschaft von Augsburg: GA vereinigt bei den Ratswahlen die absolute Mehrheit der Sitze auf sich.
AACHEN (AAP) - Die Liste Glück auf liegt bei der Ratswahl in Grafschaft von Augsburg an der Spitze und vereinigt die absoluten Mehrheit der Sitze auf sich. Sie kann daher allein regieren.
Verteilung der abgegebenen Stimmen:
1. "Glück auf" (GA) : 100%
Die neue Verteilung der Sitze nach der Verhältniswahl führt zu einer Neuverteilung der Ratsämter:
Die Mitglieder des Rates werden innerhalb von zwei Tagen den neuen Regenten anerkennen. Dieser muss dann dem Kaiser des HRRDN und dem Deutschen König seine Reverenzen erweisen und die wichtigsten Ämter der Provinz besetzen.
À Genève (AAP) - Le Palais impérial fait savoir qu'il lui manque actuellement plusieurs bonnes volontés pour faire tourner la maison. Sont recherchés : un Grand Maître de la Garde-Robe capable d'habiller un empereur sans provoquer d'incident diplomatique, un Grand Maître des Médecins sachant maintenir Sa Majesté en état de gouverner, un Maître d'Hôtel disposé à goûter les plats avant leur arrivée sur la table impériale, un Grand Maître des Arts et des Lettres pour veiller sur les chroniques, les livres et les artistes, un Grand Maître des Fêtes et des Cérémonies afin que les célébrations ressemblent à des fêtes plutôt qu'à des réunions de comptables, ainsi qu'un Grand Maître du Tir à l'Arc pour rappeler à chacun que les flèches sont destinées aux cibles. Les personnes intéressées sont invitées à adresser leur candidature à Dame Nolanne d'Alessandrini en précisant leurs motivations, leur expérience et leurs activités actuelles.
Dans un registre plus paisible, Dame Aryala de Limone recherche un exemplaire du livre de connaissances « Plantes aromatiques ornementales - Jardiniers ». Toute personne possédant cet ouvrage, ou sachant où en trouver un exemplaire, est priée de se faire connaître. Les livres étant des créatures plus rares et plus farouches que certains animaux sauvages, lièvre arctique, vase de Nicée, santons d'Arimnestus, attirails des Auspices et autres dentelle des Nuits Lyriques, toute piste sérieuse sera accueillie avec reconnaissance.
La rédaction rappelle à ses lecteurs que cette rubrique est la leur. Qu'il s'agisse de rechercher un ouvrage, de recruter un employé, de vendre une charrette, d'échanger quelques connaissances, de retrouver un objet perdu ou même de dénicher l'âme sœur, toutes les annonces sont les bienvenues. N'hésitez pas à nous faire parvenir vos avis : une petite annonce peut parfois rendre de grands services.
02/06/1474Siena : vennero, videro, fecero i bagagli
A Siena (AAP) - Dopo mesi di tamburi, proclami marziali e promesse di castighi esemplari, l'esercito ottomano ha infine lasciato Siena. La notizia potrebbe sembrare ordinaria. Non lo sarebbe se gli interessati non avessero annunciato la loro partenza come una clamorosa vittoria strategica, diplomatica, morale, filosofica e, probabilmente, anche meteorologica. Perché bisogna rendere questo merito ai vincitori del giorno: sono riusciti nell'impresa di trasformare un ritorno al punto di partenza in un trionfo storico.
Ricapitoliamo i fatti. All'inizio della vicenda, i generali ottomani spiegavano che alcune teste dovevano cadere. I colpevoli erano ovunque, i responsabili innominabili ma perfettamente identificati, le sanzioni imminenti e la giustizia inevitabile. I nomi ? Mistero. Le richieste ufficiali ? Introvabili. Le pretese precise ? Assenti. Le condizioni di resa ? Evaporate. I risultati in gratibus ottenuti ? Nessuno.
Al termine della campagna, nessuna testa è caduta. Nessun responsabile è stato consegnato. Nessuna concessione significativa è stata annunciata. Nessun cambiamento istituzionale è stato constatato. Ma che importanza hanno i dettagli quando si dispone di un comunicato ? In esso i lettori apprendono che la città fu conquistata, mantenuta, difesa e infine restituita. Il che, in alcune accademie militari particolarmente innovative, costituisce ormai la definizione moderna di vittoria.
Gli strateghi più conservatori continuano a sostenere che una vittoria consista nell'ottenere qualcosa che non si possedeva prima. Una visione superata. La nuova dottrina è più ambiziosa: andarsene con esattamente ciò che si aveva all'arrivo, spiegando nel contempo che era quello l'obiettivo fin dall'inizio. L'esercizio non è privo di eleganza. Si apprezzerà in particolare la notevole formula secondo cui ciò che non era stato ottenuto sul campo di battaglia sarebbe stato riconosciuto al tavolo delle trattative.
Gli osservatori stanno ancora cercando di capire cosa sia stato ottenuto. Anche i negoziatori, a quanto pare. A Siena, gli abitanti hanno assistito a uno spettacolo raro: un esercito entrare, insediarsi, combattere, negoziare e infine andarsene senza che nessuno sia in grado di individuare il minimo guadagno concreto dell'operazione. Perfino i cronisti più benevoli faticano a trovare una sola riga da iscrivere al bilancio.
I più maliziosi suggeriscono che il principale risultato della campagna sia stato dimostrare che è possibile redigere un comunicato di vittoria senza menzionare una sola vittoria identificabile. Al momento della partenza, il generale conclude il proprio testo con il celebre : « Veni. Vidi. Vici. » Una citazione che, secondo diversi studiosi consultati dalla nostra redazione, soffrirebbe qui di una lieve imprecisione nella traduzione. La versione corretta sembrerebbe essere : « Venni. Vidi. Me ne andai come ero venuto. » I latinisti apprezzeranno lo sforzo. I contabili della guerra, un po' meno.
02/06/1474Ducato di Milano - Elezione del Consiglio: la lista ENIGMA è in testa, ma senza maggioranza assoluta.
Ducato di Milano (KAP) - La lista ENIGMA è stata la più votata, ma non ha ottenuto la maggioranza dei membri del Consiglio. Dovrà quindi accordarsi con gli avversari per governare.
I membri del Consiglio riconosceranno il nuovo principe entro due giorni. Questi dovrà giurare fedeltà al sovrano e assegnare gli incarichi ai consiglieri.