02/02/1474Si accusa senza nominare, si condanna senza processo
Milano (AAP) - Nella grande voliera imperiale si starnazza parecchio. In mancanza di prove, si lanciano piume. In mancanza di dossier, si agitano sospetti. E in mancanza di processi, c’è già chi invoca la corda, il ceppo e la piazza pubblica, tanto per risparmiare tempo sull’istruttoria.
Al centro del trambusto, l’Imperatore Atum. Colpevole ideale, secondo i suoi detrattori, di non aver urlato con la folla né brandito la torcia prima di verificare se l’incendio fosse reale. Crimine capitale, in tempi di isteria collettiva.
Ricordiamo tuttavia un’ovvietà che alcuni fingono di ignorare: l’Auxilium non è né una retata generale né un abbonamento obbligatorio alla crociata del momento. Riguarda chi si sente chiamato in causa. Gli altri continuano la loro vita, serenamente, senza essere trascinati via dal campo o dalla bottega. L’Impero, fino a prova contraria, non pratica ancora la mobilitazione per sentito dire.
Ma oggi l’allusione vale più di una condanna. Non si accusa, si suggerisce. Non si dimostra, si insinua. Non si nomina mai nessuno, sarebbe troppo rischioso, ma si lascia intendere tutto. Un sistema ingegnoso: permette di gridare molto forte senza mai finire davanti a un giudice.
Si spiega così che “tutti sanno”, che “è evidente”, che “i legami sono chiari”, salvo poi svanire nella nebbia quando si chiede quali legami, con chi, quando e come. A quel punto, improvvisamente, cala il silenzio.
La Storia, guastafeste per natura, pretende però qualcosa di più di sopracciglia aggrottate e ammiccamenti pesanti: fatti, nomi, date. E, orrore supremo, processi.
Perché sì, la Storia ama i processi. Quelli veri. Quelli che disturbano. Quelli che costringono a uscire dal comfort delle certezze urlate nelle piazze. Forche e patiboli li conosce bene, ma li tira fuori dopo l’istruttoria, non prima. Un dettaglio che alcuni preferiscono dimenticare.
Atum, da parte sua, persiste in questa abitudine antiquata di governare senza urlare. Ascolta, prende tempo, chiede prove. Abbastanza per diventare sospetto. In un mondo che confonde la velocità con la verità, la prudenza passa per tradimento.
Nel frattempo, quelli che promettono di rivelare tutto rivelano soprattutto il loro gusto per il clamore. Quelli che giurano di agire in nome della giustizia evitano con cura i tribunali. E quelli che pretendono di parlare a nome di tutti parlano soprattutto molto forte per sé stessi.
Intanto l’Impero continua a funzionare. I campi vengono arati, i porti restano aperti, le porte chiuse per chi non vuole sentire. E la Storia, paziente, prende appunti. Lei ha tutto il tempo del mondo. Le grida, no.
02/02/1474Ducato di Milano - Elezione del Consiglio: la lista ENIGMA è in testa, ma senza maggioranza assoluta.
Ducato di Milano (KAP) - La lista ENIGMA è stata la più votata, ma non ha ottenuto la maggioranza dei membri del Consiglio. Dovrà quindi accordarsi con gli avversari per governare.
I membri del Consiglio riconosceranno il nuovo principe entro due giorni. Questi dovrà giurare fedeltà al sovrano e assegnare gli incarichi ai consiglieri.
01/02/1474La Via della Bellezza contro il Fragore delle Armi
Straßburgo (AAP) - Mentre guerre e violenza abbruttiscono un po ovunque questo nostro mondo
e da nord a sud, da est ad ovest, scorre più sangue che inchiostro, c'è in Impero un'isola felice che ancora crede che l'arte e la cultura siano i mezzi più validi per contrastare questo malcostume dilagante
Tra comunicati e discussioni verbalmente forti, artisti da ogni angolo del mondo conosciuto consegnano con le loro opere tasselli permanenti nel tempo, destinati documentare la storia
In questo scenario si distingue il Museo Imperiale, che ad ogni mandato arricchisce le sue sale aggiornandole con nuove creazioni a delineare la linea temporale e i fatti ad essa connessi
Il nuovo concorso pittorico Imperiale edizione febbraio / marzo 1474, invita a posare le spade e impugnare i pennelli e se pensate che difficilmente l'arte sia anche remunerativa, sappiate che non è questo il caso, le tre opere che si saranno maggiormente distinte verranno adeguatamente ricompensate, così come la Provincia dell'artista che si qualificherà al primo posto
In un’epoca in cui il fragore delle armi sembra soffocare ogni impulso creativo, vi sono ancora spiriti che scelgono la via più ardua e più nobile: quella della bellezza, della memoria e della testimonianza.
Possa questo concorso essere non soltanto una competizione artistica, ma un invito a ricordare che, finché esisterà qualcuno disposto a dipingere il proprio tempo, nessuna oscurità potrà davvero prevalere
Rebecca Sofia di Montefeltro Castiglione, Grand Master of the Imperial Household & Culture per la KAP, agenzia della terra in Mezzo
Grave news reaches the courts of Europe as Turkish forces have invaded the lands of the Aristotelian faith. Today, in the year 1474, at minimum five Turkish armies have crossed into SRING territory, while reports confirm that a total of six armies have been sighted moving in coordinated fashion with the local powers of the Kingdom of two Sicily. The Turkish vanguard has been spotted between the Sienese towns Grosseto and Santa Fiora.
Only some years ago, the Turks shocked the world by invading and capturing the holy city of Constantinople, an event that still weighs heavily on many. 21 years later, the threat has drawn even closer to the heart of Europe. Scouts and merchants alike reported Turkish banners in the Kingdom of two Sicilies. The Turks were invited as friends by the Sicilians when they safely docked in their harbours and now is the proof on why: Sicily serves as a military base for the Turks to invade the Empire.
His Imperial Majesty Atum had called for Auxilium already a week ago, after these first reports of Turkish armies came in. It is unclear what the Turkish forces will do or why they are invading the territory of the Empire, but the provinces in the south of Italy are at risk. So far there have been no fights reported but the presence of hundreds of Turkish soldiers on the Imperial soil is not a good sign. Moreover, there has not been an official declaration of war by the Turkish Sultan, even though his armies are sneaking behind the border towns of the Empire.
Imperial banners are gathering in Siena, a modest province that may soon become the frontline of a wider war. Whether the 80 Imperial soldiers assembled in Siene will be sufficient to resist the 120 infidels, and to uphold the sacred duty in defense of the Aristotelian faith, will be decided in the days to come.
For KAP International
Vlad the Writer
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31/01/1474le Saint-Empire est en guerre ce matin
Straßbourg (AAP) - L’heure est venue.
Le Saint-Empire romain s’est levé ce matin d’un seul homme à l’annonce de l’agression armée dont il a été victime. Des troupes du Royaume des Deux-Siciles, appuyées par des contingents turcs, ont franchi les frontières impériales et foulent désormais le sol de l’Empire.
Dans une proclamation grave et vibrante, Sa Majesté Impériale Sigismondo Alessandro Dei Lante, Empereur élu des Romains, a fait savoir à la Nation que le temps des avertissements est révolu. « Ce n’est ni une querelle de mots, ni un incident de frontière », affirme le texte. « C’est l’irruption de la force étrangère sur une terre libre. »
Depuis des mois, l’Empire avait choisi la voie de la retenue, repoussant toute tentation d’offensive, refusant d’étendre la guerre au-delà de ses frontières, tendant encore la main à la diplomatie. Cette patience, souligne la proclamation, n’a rencontré que duplicité et calcul. Ce matin, l’illusion s’est brisée.
Straßbourg accuse Naples d’avoir méthodiquement préparé cette guerre, d’avoir invoqué de nobles principes pour mieux les trahir, et d’avoir détourné ses forces de la défense de l’Europe pour satisfaire des ambitions d’annexion sur les terres impériales. « Ils parlent de liberté, et ils imposent l’invasion. Ils parlent de souveraineté, et ils la violent », déclare le gouvernement impérial.
Face à l’épreuve, l’Empire affirme son unité et sa résolution. Le conflit engagé est présenté comme une guerre de défense et de droit, menée non pour la conquête, mais pour la liberté de chaque province, de chaque cité, de chaque foyer impérial. « C’est le droit de vivre libre sur notre sol qui est aujourd’hui mis à l’épreuve », proclame le texte.
Un appel solennel est lancé à toutes les provinces, à toutes les autorités civiles et militaires. La vigilance est ordonnée, la cohésion exigée, la mobilisation engagée. L’Empire promet que nul territoire ne sera abandonné, nul sujet laissé sans protection.
La proclamation s’achève sur des mots appelés à marquer les esprits : « Que les bannières se lèvent. Que les armes sortent de leurs fourreaux. L’Empire ne pliera pas. Il répondra à l’invasion par la force, à l’injustice par le courage, et à la guerre par l’honneur. »
À Straßbourg comme dans les provinces, les cloches ont sonné, les drapeaux ont été déployés. L’Aristotélité entre dans une heure grave. Le Saint-Empire, lui, affirme être prêt.