Kingdoms Associated Press



17/02/1474 la Justice n’est pas un glaive parfait



Straßbourg (AAP) - Il faut, pour qui prétend comprendre ce monde, commencer par admettre une chose simple : la Justice n’est pas un glaive parfait. Elle est un mécanisme. Et comme tout mécanisme, elle a des délais, des ressorts et des interstices.

Dans les provinces, on murmure souvent que certains, assignés en procès, échappent au jugement en prenant la mer ou en endossant la cuirasse. On crie à la ruse, à la fraude, à la trahison du droit. Ceux qui crient ainsi ne savent qu’une chose : ils n’ont jamais ouvert un code.

Car nul texte, nulle ordonnance, n’interdit à un homme de changer de condition. Nul juge ne peut empêcher un sujet de devenir soldat ou capitaine.

À lire : Je confirme cela

Ainsi, lorsqu’un accusé entre au service d’une armée ou prend la charge d’un navire, il ne viole pas la loi. Il s’en sert. Et cela est permis.

Or un procès, chacun devrait le savoir, n’est pas éternel. Quinze jours : voilà le temps imparti. Si au terme de ce délai aucun jugement n’est rendu, la procédure s’effondre d’elle-même, comme un fruit trop mûr. Le dossier se ferme. L’homme, capitaine ou soldat, est libre. Libre, mais pas absous à jamais.

Car s’il revient plus tard sur la terre du comté, sans la protection que lui conférait son statut militaire ou maritime, la Justice peut se relever, reprendre plume et sceau, et rouvrir le procès. Rien n’a été pardonné. Tout a seulement été différé.

La Justice ne plie pas. Si elle accepte d’être contournée un temps, elle n’accepte jamais d’être ridiculisée.

À lire : Whether the offence is proven or not
À lire : For how much was the victim actually robbed?
À lire : a multitude of possibilities to tackle the situation


Etienne Berne pour l'AAP agence des terres au Milieu.

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16/02/1474 apertura di un terzo fronte



Ginevra (AAP) - Di fatto, e che si smetta finalmente di tappare le orecchie con la cera delle cancellerie, con i Turchi sorti dall’alba opaca, con Venezia dalle mani guantate di sale e di duplicità, con Napoli dai porti tiepidi e dalle fedeltà oscillanti, tutto il popolo degli ardenti, degli irregolari e degli indocili si mette in moto.

Feccia dei boschi e dei colli, giannizzeri dalla preghiera tagliente, lansquenetti pesanti d’acciaio e di vino, tercios siciliani dal sangue mescolato e dalla devozione brutale: tutti si chiamano, si rispondono, si accordano in un unico frastuono contro le amicizie dubbie della Corte imperiale.

Mentre i principi tracciano sulle loro tavole cerchi e segni come maghi stanchi, la guerra segue il suo cammino, capriccioso, oscuro, talvolta grottesco.
Così Mantova. Si dice che Venezia abbia forzato le difese; si dice anche che sia entrata per uscire subito dopo, respinta da un solo uomo, da una muraglia troppo ostinata o dalla mano invisibile della Provvidenza.

Miracolo ? Astuzia ? Confusione notturna ? Un difensore contro eserciti, e le pietre che tengono tanto per fede quanto per malta.

A Firenze si cura l’immagine, la postura, la maestà dei principi. La guerra può attendere, purché il potere sia ammirato.
A Siena, invece, si tace. E questo silenzio, pesante come un’ammissione, grava più di cento proclami.

Perché mentre l’Italia esita tra teatro e tragedia, l’Impero agisce o crede di agire.
E quando l’ovest si infiamma, sono le foreste della Savoia e della Franca Contea a diventare scena del dramma.

Si parlava di ritorno pacifico verso Ginevra; fu un’imboscata. I Clair Obscur, fratelli antichi, furono colpiti. Le Brigate Internazionali Libertarie, più sottili dei rapaci, si fusero nei boschi verso il Col de la Faucille.

Là, intorno al fuoco primitivo, mentre rinascendo il mito antico della Caccia Selvaggia, una verità apparve più nitida che in tutte le sale dorate. Perché mentre le Brigate raccoglievano armi e viveri per marciare verso il Portogallo contro ONE e i Meridio, furono le stesse armate imperiali, Non Inultus Premor, Alae Harpiae, a sbarrargli la strada.

E sempre lo stesso nome che emerge dall’ombra : Meridio, il figlio del padre, antico sconfitto, tornato sotto l’ala dell’aquila imperiale.

Errore ?
No.
Scelta.

Così la Corte si è rivelata. Lei che invoca il Cielo quando la logica le sfugge, promette ceri e processioni quando i fatti la contraddicono, e minaccia di cambiare sovrano come si brandisce una maledizione. Nelle sue gallerie chiuse, patteggia con l’ombra, mentre sulla terra nuda si muore «per onore», secondo una strategia che solo gli stati maggiori comprendono ancora.

Che sia detto con la chiarezza del bronzo battuto : ciò che si leva oggi, da Edirne a Mantova, dalla Sicilia a Siena, dalle lagune di Venezia ai boschi giurassiani, non è solo una guerra di bandiere confuse. È la mano violenta chiamata a pulire le stalle di Augia, dove si accumulano le fango delle compromissioni, le ossa sbiancate dei giuramenti traditi, la fatica di un Impero che non crede più nella propria virtù.

La maschera è caduta. Il carnevale continua. La Caccia Selvaggia è scatenata e non conoscerà né riposo né perdono.

Per la Franca Contea sarà Auxilium permanente. Per i boschi, per la libertà, per coloro che rifiutano che la guerra sia un gioco di carte giocato sotto la tenda mentre altri sanguinano.

Leggi anche : Le forze imperiali a fianco dei Meridio e di ONE contro le forze del bene!
Leggi anche : Cordialement, Spagnolo Meridio Ducastel de Montecano
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Pinocchio per la KAP, agenzia della terra in Mezzo

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16/02/1474





1. "Conseil des Douze | Rat der Zwölf | Consiglio dei Dodici" (XII) : %



1 : Donwokas (XII)
2 : Orgetorix (XII)
3 : Echned (XII)
4 : Lordhammer (XII)
5 : Aryala_de_limone (XII)
6 : Aurea (XII)
7 : Michse (XII)
8 : Parsi (XII)
9 : Aloe. (XII)
10 : Sista.oda.sif (XII)
11 : Alba_tyra (XII)
12 : Sigmund_le_terrible (XII)



15/02/1474 BERRY ATTACKS THE EMPIRE



BERRY ATTACKS THE EMPIRE

Gianlupo (BIL) has asked for a right to respond on an earlier article and states that BIL was on the route home, which is Genève, where they would pick up more equipment and soldiers to start the journey to Portugal. On the way, going through the forests as they always do, they were unjustly attacked by two hostile armies from the Empire. He states the facts as:

1. Two peaceful, anti-ONE armies, as they had been doing for years, crossed the woods of Franche-Comté to return to Geneva to their own homes to resupply and set off again.
2. Two aggressive armies from Franche-Comté and Savoie attacked BIL, convinced that they were heading for northern Italy.

The KAP has analysed the first statement and it is seen as truth. However, the second statements of Gianlupo is proven to be false by the Duke of Berry Alleaume de Niraco. In a letter issued to all Berrichons, by the Duke of Berry, he has stated the opposite and this has now removed all remaining doubt: Berry deliberately sent its armies into Savoie and towards Italy. In his own words, the Duke confirms that two Berrichon armies were travelling to Italy alors qu’elles se rendaient en Italie afin d’aider à combattre le clan ONE when they were intercepted during the night of the 12th to the 13th in Savoie. Savoie had closed their borders and the Berrichon armies were denied passage. Instead of returning home, they disregarded this order and tried to force their way through into Savoie territory by attacking the Savoie border guards, which resulted in failure and retreat, as Landry the Duke of Savoie has stated. The KAP will continue investigating the facts from all parties (Gianlupo, Alleaume and Landry) and analyse which of them is to be seen as most truthful: the word of Dukes, or the word of people who call the forest their home.

Berry is currently still at war with Bretagne, a conflict likewise that was justified under the banner of fighting ONE. Yet instead of marching toward Portugal -where multiple reports indicate ONE presence- Berry’s forces moved eastward, toward Savoie.. The interception by Savoyard forces was an act of prevention and self-defense of the Empire’s integrity. Had these armies not been stopped, they would have continued deeper into Imperial Italy. What emerges now is the clear image of a coordinated military operation aimed at the Empire, prepared in advance and set in motion under a convenient pretext, with multiple parties invading at the same moment.

Now the question lies: does Berry join this axis of evil or was this solely the operation of the organisation Clair-Obscur ?

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Vlad the Writer

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15/02/1474 delle guerre serissime e dei miracoli opportuni



Siena (AAP) - Mentre principi e capitani stendono sulle loro tavole mappe coperte di tratti, cerchi e segni quasi cabalistici, la guerra segue una strada più tortuosa, dove il tragico sfiora di continuo il ridicolo. Ultimo capitolo in ordine di tempo: l’affare di Mantova, che ognuno racconta a modo suo, ma che nessuno sembra davvero comprendere.

Venezia avrebbe forzato le difese della città. C’è chi giura che l’assalto sia stato fulmineo, altri sostengono che il nemico sia entrato solo per uscire subito dopo, come respinto da una mano invisibile. Miracolo divino, astuzia raffinata o semplice confusione notturna? Sta di fatto che un solo difensore sarebbe bastato a far rifluire intere armate. Le mura, a quanto pare, reggono tanto per la pietra quanto per la Provvidenza.

Dal lato imperiale ci si indigna per la perfidia dell’attacco, scoprendo però, con un certo ritardo, che una dichiarazione di guerra era stata effettivamente proclamata qualche giorno prima. Semplicemente non aveva raggiunto le orecchie giuste, soffocata dal brusio dei messaggeri e dalle distrazioni delle cancellerie. Si accusa la sorte, il caso, perfino la negligenza dei chierici. Le pergamene, intanto, non si difendono.

I capi militari gareggiano allora in spiegazioni. Se Mantova non è caduta, è stata una scelta. Se degli uomini sono morti, è stato per onore. Morire non è più una sconfitta, ma una decisione strategica, soprattutto quando consente di preservare la città. Una sottigliezza che sfugge ancora ai semplici soldati, ma che gli stati maggiori maneggiano con grande disinvoltura.

Negli accampamenti l’attesa si allunga. Alcuni giurano di aver tenuto il nemico a bada per un’intera notte. Altri raccontano che si giocava a carte sotto la tenda mentre la vittoria si decideva altrove. I discorsi marziali abbondano, le prove molto meno. Si pretendono volti feroci e giuramenti infuocati, e si ottengono soprattutto sguardi perplessi.

A Firenze l’attenzione si concentra meno sui confini che sulla maestà dei principi, sulla loro prestanza e sulla loro immagine. Il potere ama essere ammirato, anche quando la guerra bussa alle porte. A Siena, invece, regna un silenzio pesante: troppa discrezione finisce sempre per somigliare a una confessione.

Quando la confusione diventa eccessiva, si invoca il Cielo. Si prega, si implora, si promettono ceri e processioni. Se nulla si chiarisce, si minaccia allora il castigo supremo: cambiare obbedienza, signore o destino, cosa che in questi tempi incerti vale quasi come una maledizione.

Le armate avanzano, arretrano, entrano ed escono, tutti gridano vittoria, nessuno riconosce la sconfitta, e la logica resta prudentemente alla porta. Ma rassicuriamoci: finché i cronisti avranno di che scrivere e sorridere sotto i baffi, il mondo, anche in guerra, continuerà a girare.

Leggi anche : À la guerre comme à la guerre! Episodio 3


Livia Saracena per la KAP, agenzia della terra in Mezzo

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Cours

Product Price Variation
Loaf of bread 4.56 -0.28
Fruit 9.92 0
Bag of corn 3.7 0.87
Bottle of milk 9.48 0.11
Fish 20.26 0.06
Piece of meat 12.25 0.13
Bag of wheat 10.89 -0
Bag of flour 12.88 1.64
Hundredweight of cow 20.53 0.33
Ton of stone 10.44 -0
Half-hundredweight of pig 15.41 0.05
Ball of wool 10.86 -0.14
Hide 16.32 -0.06
Coat 49.5 0
Vegetable 9.38 -0.18
Wood bushel 4.19 0.08
Small ladder 20.18 0
Large ladder 68.02 0
Oar 20 -0
Hull 36.49 0
Shaft 8.16 -0.14
Boat 99.33 0.63
Stone 18.32 -0.11
Axe 150.74 0
Ploughshare 38.44 0
Hoe 30 0
Ounce of iron ore 11.52 0.2
Unhooped bucket 21.88 0
Bucket 37.73 0
Knife 17.89 0
Ounce of steel 49.04 -0.06
Unforged axe blade 53.91 0
Axe blade 116.44 0
Blunted axe 127.79 -2.51
Hat 53.38 0.08
Man's shirt 119.57 0.12
Woman's shirt 121.14 0
Waistcoat 141.4 0
Pair of trousers 74.61 -0.09
Mantle 257.82 0
Dress 265.04 -0.2
Man's hose 45.63 -0
Woman's hose 44.32 0
Pair of shoes 27.53 -0.01
Pair of boots 86.57 0
Belt 45.2 -0
Barrel 12.02 0
Pint of beer 0.82 0
Barrel of beer 66.51 2.5
Bottle of wine 1.66 0
Barrel of wine N/A N/A
Bag of hops 19.34 0
Bag of malt 10 0
Sword blade 101.19 0
Unsharpened sword 169.69 0
Sword 146.48 -0.07
Shield 36.91 0
Playing cards 73.55 -0
Cloak 180.72 0
Collar 68.35 -0.06
Skirt 135.35 0
Tunic 222.36 0
Overalls 115.73 0
Corset 117.2 0
Rope belt 53.86 0
Headscarf 60.73 0
Helmet 164.91 0
Toque 48.61 0
Headdress 79.65 0
Poulaine 64.02 0
Cod 11.36 0
Conger eel 12.81 0
Sea bream 18.31 0
Herring 17.43 0
Whiting 17.42 0
Skate 12.16 0
Sole 18.11 0
Tuna 12.51 0
Turbot 18.02 0
Red mullet 16.53 0
Mullet 12.47 -0
Scorpionfish 20.5 0
Salmon 16.51 0
Arctic char 12 0
Grayling 14.77 0
Pike 17.6 0
Catfish N/A N/A
Eel 15.09 0
Carp 17.98 0.03
Gudgeon 17.68 -0.04
Trout 17.51 0
Pound of olives 13.38 0
Pound of grapes 9.18 0
Sack of barley 10.67 0
Half-hundred weight of goat carcasses 18.99 0
Bottle of goat's milk 12.81 0
Tapestry 143.6 0
Bottle of olive oil 121.94 -0
Jar of agave nectar N/A N/A
Bushel of salt 19.89 0
Bar of clay 3.43 -0
Cask of Scotch whisky 93.32 -0
Cask of Irish whiskey 131.27 0
Bottle of ewe's milk 10.57 0
Majolica vase 10 0
Porcelain plate N/A N/A
Ceramic tile N/A N/A
Parma ham 84.97 0
Bayonne ham 34.65 -0
Iberian ham 70.28 0
Black Forest ham 54.72 0
Barrel of cider 51.16 0
Bourgogne wine 76.22 0
Bordeaux wine 60.89 0.31
Champagne wine 141.21 -5.25
Toscana wine 33.69 0
Barrel of porto wine 87.44 0
Barrel of Tokaji 163.71 0
Rioja wine 159.19 0
Barrel of Retsina 36.79 -0
Pot of yoghurt 85.17 -0
Cow's milk cheese 77.07 0
Goat's milk cheese 85.06 2.5
Ewe's milk cheese 52.26 0
Anjou wine 50.88 -0
Ewe carcass 15.03 0
Mast 456.7 0
Small sail 215.71 0
Large sail 838.79 0
Tumbler of pulque N/A N/A
Jar of pulque N/A N/A