Kingdoms Associated Press



07/02/1474 anatomie d’une hégémonie de salon



Genève (AAP) - (NDLR : Une fois n'est pas coutume, nous livrons ici le réquisitoire sans complaisance d'une âme effrontée et indignée. Edito.)

« À l'heure des guerres, ici à Kalmar, Varsovie, Lisbonne ou là à Sienne, il existe une racaille noble, plus dangereuse que bruyante, qui ne vit ni de la terre qu’elle possède en parchemins, ni du peuple qu’elle invoque à géométrie variable. Internationaliste par intérêt, localiste par posture, elle s’agrippe à ses titres comme le crustacé à son rocher, non par amour de l’indépendance mais par peur panique de toute souveraineté qui viendrait compter, trier, hiérarchiser. Leur idéal politique n’est pas la liberté collective, mais l’absence d’un centre capable de leur rappeler que l’autorité ne naît pas d’un échange de politesses entre hérauderies.

Ces petites chapelles, autosacralisées, se reconnaissent entre elles dans un ballet d’onctions croisées : je reconnais ton titre, tu reconnais le mien, et nous ferons mine d’y voir la continuité d’un ordre ancien quand il ne s’agit que d’une inflation symbolique, plus drue que la pluie de Gravelotte. Les titres pleuvent, les lignages s’allongent, les généalogies s’entrelacent jusqu’à former une grande famille de cousins satisfaits, régnant moins sur un territoire que sur un langage, celui qui naturalise leur domination.

Car là est le cœur de l’hégémonie : faire passer pour tradition ce qui n’est qu’habitude de caste, pour indépendance ce qui n’est qu’autonomie oligarchique. Le peuple, lui, n’est convoqué qu’aux heures utiles : quand il faut des bottes pour accompagner les bannières, des bras pour creuser les mines, ou des voix pour sanctifier une légitimité déjà confisquée. Son esprit d’indépendance est célébré comme on brandit un drapeau : non pour qu’il pense, mais pour qu’il marche.

Ainsi se maintient l’ordre des rapaces titrés : par la fragmentation, la flatterie mutuelle et la peur soigneusement entretenue de toute autorité centralisatrice qui viendrait jeter son grain de poivre dans leur soupe tiède de privilèges. Et tant que cette hégémonie culturelle ne sera pas nommée pour ce qu’elle est, une domination sans courage politique, elle continuera de se faire passer pour l’âme même de la liberté. »

À lire : International Press Review


Antonio Gramsci pour l'AAP agence des Terres au Milieu.

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06/02/1474 Siena : Dell’assedio come prova degli animi



Orbetello (AAP) - Mentre Siena resta stretta nella morsa degli eserciti, anche Orbetello conosce la sua notte della verità. Qui, lontano dalle grandi mura e dai proclami solenni, la guerra si manifesta nella sua forma più nuda: attesa, sangue, fatica e volontà ostinata di non cedere.

Nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 1474, due eserciti ottomani si sono attestati alle porte della città. Le forze della Steel Legion, The Lions of Chaos e della Steel Legion, Aces High hanno preso posizione senza procedere a nuovi reclutamenti, segno che l’intenzione non è più quella di intimidire, ma di misurare la resistenza. L’urto non si è fatto attendere. Sotto il buio fitto e il vento salmastro, le mura di Orbetello sono divenute il teatro di uno scontro violento e disordinato, nel quale pochi difensori hanno retto contro masse superiori.

Le testimonianze concordano nel descrivere una battaglia combattuta più con l’animo che con il numero. I reparti senesi, decimati e feriti, hanno mantenuto la linea, respingendo l’assalto notturno al prezzo di gravi perdite. Non si parla di vittoria, ma di sopravvivenza: il nemico è stato contenuto, non spezzato, e la sua presenza resta una minaccia costante, come un cappio che non si allenta.

All’alba, la città appare stremata ma non piegata. I superstiti si raccolgono sulle mura e nelle piazze trasformate in infermerie improvvisate. Le parole pronunciate dai rappresentanti cittadini e dai comandanti non promettono trionfi, ma perseveranza. È riconosciuta apertamente la possibilità di arretramenti, di nuove sconfitte, persino di cadute; ma viene riaffermato un principio più antico delle mura stesse: ogni passo ceduto costerà al nemico tempo e sangue.

Fuori dalle difese, altri eserciti ottomani osservano. I Sipahiler, Riders of the Night e le forze note come God’s Scourge restano schierati, immobili e silenziosi, come predatori che attendono. Questa immobilità pesa sui difensori più di un assalto, perché l’attesa consuma, logora e genera sospetto. In tali momenti, il pericolo maggiore non è la spada straniera, ma il cedimento interno.

Eppure, tra racconti aspri e talvolta ironici, emerge una verità che ogni governante conosce e spesso teme: le città non resistono grazie alla perfezione delle armi, ma alla capacità degli uomini di dare un senso alla fatica. A Orbetello, il discorso pubblico non nasconde le ferite né promette salvezze miracolose. Esso chiede soltanto di restare, di rialzarsi, di non lasciare che la paura diventi padrona.

Leggi anche : Penitenziagite! Penitenziagite!


Livia Saracena per la KAP, agenzia della terra in Mezzo

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04/02/1474 EMPIRE INVADED

International KAP


04/02/1474





1. "Glück auf" (GA) : 100%



1 : Ottohorst (GA)
2 : Soey_ (GA)
3 : Jeremiah. (GA)
4 : Silbervogel (GA)
5 : Adelheit (GA)
6 : Kenna (GA)
7 : Svenja_von_rosalux (GA)
8 : Kamji (GA)
9 : Gudi_von_ibelin (GA)
10 : Xemides_von_wanyan (GA)
11 : Magdalena_dorothea (GA)
12 : Viveks_angel (GA)



03/02/1474 Nemmeno la prigione è una tomba, si entra spezzati o furiosi



Isola Lunga (AAP) - Qui come altrove, tutti lo sanno, anche se pochi osano dirlo ad alta voce: la Giustizia non viene sempre amministrata rettamente. Talvolta è resa in fretta, talvolta male, talvolta in ritardo, talvolta di nascosto. Sentenze non pubblicate, giudizi antidatati, ammende dimenticate nei registri, prigioni piene di persone che nemmeno sanno di cosa siano colpevoli. Non è una voce: è un’abitudine dei tempi turbati.

Le ordinanze esistono. Sono affisse. Sono chiare. Ma tra ciò che è scritto e ciò che viene fatto c’è l’uomo: stanco, frettoloso, incompetente, o semplicemente intento a coprire il proprio errore. E quando il giudice tace, corregge a posteriori o mente sulla data, non serve più la Giustizia: la rivolta contro se stessa.

Da questo disordine nasce sempre la stessa cosa: la diffidenza. Quando i registri sono confusi, quando gli anni si mescolano, quando è possibile riscrivere il passato con inchiostro fresco, il popolo comprende una verità semplice: il diritto diventa un’arma dei potenti. E quando la Giustizia non incute più timore né rispetto, gli uomini iniziano a regolare i conti in altro modo.

Ma ecco la verità che i ingenui rifiutano di ascoltare. La Giustizia non ha mai promesso equità. Promette ordine. In ogni piazza di mercato, in ogni taverna, si sente dire: «La Giustizia è dura. La Giustizia è ingiusta. La Giustizia è arbitraria». Certo che lo è. In ogni regno vivo, la verità non vince sempre. La voce, la paura, l’interesse, l’errore o la forza prevalgono spesso. Accade che un innocente paghi e che un colpevole se ne vada libero. Non è un incidente: è la natura del mondo.

Ma una sentenza non è mai una fine. Chi piange è già mezzo morto. Chi comprende resta pericoloso. La legge stessa contiene le sue crepe. Termini, forme, procedure, statuti, giurisdizioni concorrenti. Un processo che si prolunga troppo può marcire e cadere da solo. Una sentenza mal pubblicata può essere impugnata non per ciò che afferma, ma per il modo in cui è stata resa. Chi sa leggere le regole possiede un’arma più sottile della spada.

Esiste anche il mutamento di stato. Entrare al servizio di un esercito. Assumere il comando di una nave. Porsi sotto un’autorità sovrana. Finché ciò resta individuale e non diventa una congiura aperta, il diritto lo consente. Esiste l’esilio. Lasciare la provincia, attraversare una frontiera, sottomettersi a un’altra giurisdizione. Non è una fuga vergognosa: è una scelta politica. A volte si scompare per tornare diversi. Esiste la forza del numero. Un condannato è debole. Dieci sono fastidiosi. Cento diventano una fazione, un esercito o una leggenda. La lamentela solitaria muore. L’alleanza trasforma l’infamia in potenza.

Nemmeno la prigione è una tomba. Il tempo lì dentro è contato. Si entra spezzati o furiosi. Si esce indeboliti o più pericolosi. Il carcere può essere una fine, ma anche una fucina. La Giustizia fabbrica destini, non vincitori. La Giustizia non esiste perché tutti vincano. Esiste per generare cadute, rinascite, conflitti e racconti. Perdere un processo non significa perdere la vita: significa ricevere una prova.

Non chiedete un mondo senza condanne. Chiedetevi piuttosto cosa farete della vostra. Perché non sono le vittorie a rendere memorabili le grandi storie, ma il modo in cui si sopravvive a una sentenza.

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Don Vito Corleone per la KAP, agenzia della terra in Mezzo

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Cours

Product Price Variation
Loaf of bread 4.56 -0.28
Fruit 9.92 0
Bag of corn 3.7 0.87
Bottle of milk 9.48 0.11
Fish 20.26 0.06
Piece of meat 12.25 0.13
Bag of wheat 10.89 -0
Bag of flour 12.88 1.64
Hundredweight of cow 20.53 0.33
Ton of stone 10.44 -0
Half-hundredweight of pig 15.41 0.05
Ball of wool 10.86 -0.14
Hide 16.32 -0.06
Coat 49.5 0
Vegetable 9.38 -0.18
Wood bushel 4.19 0.08
Small ladder 20.18 0
Large ladder 68.02 0
Oar 20 -0
Hull 36.49 0
Shaft 8.16 -0.14
Boat 99.33 0.63
Stone 18.32 -0.11
Axe 150.74 0
Ploughshare 38.44 0
Hoe 30 0
Ounce of iron ore 11.52 0.2
Unhooped bucket 21.88 0
Bucket 37.73 0
Knife 17.89 0
Ounce of steel 49.04 -0.06
Unforged axe blade 53.91 0
Axe blade 116.44 0
Blunted axe 127.79 -2.51
Hat 53.38 0.08
Man's shirt 119.57 0.12
Woman's shirt 121.14 0
Waistcoat 141.4 0
Pair of trousers 74.61 -0.09
Mantle 257.82 0
Dress 265.04 -0.2
Man's hose 45.63 -0
Woman's hose 44.32 0
Pair of shoes 27.53 -0.01
Pair of boots 86.57 0
Belt 45.2 -0
Barrel 12.02 0
Pint of beer 0.82 0
Barrel of beer 66.51 2.5
Bottle of wine 1.66 0
Barrel of wine N/A N/A
Bag of hops 19.34 0
Bag of malt 10 0
Sword blade 101.19 0
Unsharpened sword 169.69 0
Sword 146.48 -0.07
Shield 36.91 0
Playing cards 73.55 -0
Cloak 180.72 0
Collar 68.35 -0.06
Skirt 135.35 0
Tunic 222.36 0
Overalls 115.73 0
Corset 117.2 0
Rope belt 53.86 0
Headscarf 60.73 0
Helmet 164.91 0
Toque 48.61 0
Headdress 79.65 0
Poulaine 64.02 0
Cod 11.36 0
Conger eel 12.81 0
Sea bream 18.31 0
Herring 17.43 0
Whiting 17.42 0
Skate 12.16 0
Sole 18.11 0
Tuna 12.51 0
Turbot 18.02 0
Red mullet 16.53 0
Mullet 12.47 -0
Scorpionfish 20.5 0
Salmon 16.51 0
Arctic char 12 0
Grayling 14.77 0
Pike 17.6 0
Catfish N/A N/A
Eel 15.09 0
Carp 17.98 0.03
Gudgeon 17.68 -0.04
Trout 17.51 0
Pound of olives 13.38 0
Pound of grapes 9.18 0
Sack of barley 10.67 0
Half-hundred weight of goat carcasses 18.99 0
Bottle of goat's milk 12.81 0
Tapestry 143.6 0
Bottle of olive oil 121.94 -0
Jar of agave nectar N/A N/A
Bushel of salt 19.89 0
Bar of clay 3.43 -0
Cask of Scotch whisky 93.32 -0
Cask of Irish whiskey 131.27 0
Bottle of ewe's milk 10.57 0
Majolica vase 10 0
Porcelain plate N/A N/A
Ceramic tile N/A N/A
Parma ham 84.97 0
Bayonne ham 34.65 -0
Iberian ham 70.28 0
Black Forest ham 54.72 0
Barrel of cider 51.16 0
Bourgogne wine 76.22 0
Bordeaux wine 60.89 0.31
Champagne wine 141.21 -5.25
Toscana wine 33.69 0
Barrel of porto wine 87.44 0
Barrel of Tokaji 163.71 0
Rioja wine 159.19 0
Barrel of Retsina 36.79 -0
Pot of yoghurt 85.17 -0
Cow's milk cheese 77.07 0
Goat's milk cheese 85.06 2.5
Ewe's milk cheese 52.26 0
Anjou wine 50.88 -0
Ewe carcass 15.03 0
Mast 456.7 0
Small sail 215.71 0
Large sail 838.79 0
Tumbler of pulque N/A N/A
Jar of pulque N/A N/A