23/03/1474Burggrafschaft von Nürnberg: FN vereinigt bei den Ratswahlen die absolute Mehrheit der Sitze auf sich.
AACHEN (AAP) - Die Liste Für Nürnberg liegt bei der Ratswahl in Burggrafschaft von Nürnberg an der Spitze und vereinigt die absoluten Mehrheit der Sitze auf sich. Sie kann daher allein regieren.
Verteilung der abgegebenen Stimmen:
1. "Für Nürnberg" (FN) : 100%
Die neue Verteilung der Sitze nach der Verhältniswahl führt zu einer Neuverteilung der Ratsämter:
Die Mitglieder des Rates werden innerhalb von zwei Tagen den neuen Regenten anerkennen. Dieser muss dann dem Kaiser des HRRDN und dem Deutschen König seine Reverenzen erweisen und die wichtigsten Ämter der Provinz besetzen.
23/03/1474Ducato di Modena - Al termine dell'elezione del Consiglio, BëR ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Ducato di Modena (KAP) - La lista Bevi ë Rimedi è stata la più votata al termine dell'elezione e ha ottenuto la maggioranza assoluta dei posti nel Consiglio. Potrà quindi governare da sola.
I membri del Consiglio riconosceranno il nuovo principe entro due giorni. Questi dovrà giurare fedeltà al sovrano e assegnare gli incarichi ai consiglieri.
23/03/1474Markgrafschaft von Baden: UB vereinigt bei den Ratswahlen die absolute Mehrheit der Sitze auf sich.
AACHEN (AAP) - Die Liste Unser Baden liegt bei der Ratswahl in Markgrafschaft von Baden an der Spitze und vereinigt die absoluten Mehrheit der Sitze auf sich. Sie kann daher allein regieren.
Verteilung der abgegebenen Stimmen:
1. "Unser Baden" (UB) : 100%
Die neue Verteilung der Sitze nach der Verhältniswahl führt zu einer Neuverteilung der Ratsämter:
Die Mitglieder des Rates werden innerhalb von zwei Tagen den neuen Regenten anerkennen. Dieser muss dann dem Kaiser des HRRDN und dem Deutschen König seine Reverenzen erweisen und die wichtigsten Ämter der Provinz besetzen.
22/03/1474la nuova Venezia prende forma, tra riforme e penurie
In continuità con il decreto dell’11 marzo, le autorità confermano che la lista dei nemici della Repubblica, ultimo simbolo del periodo di legge marziale, è ormai abrogata. Le persone che vi figuravano non sono più considerate ostili allo Stato. Una nuova lista, precisano tuttavia le autorità , dovrebbe essere prossimamente istituita, segno che il potere intende mantenere uno strumento di controllo, ma in un quadro rinnovato.
Altra evoluzione rilevante: la fine del decreto che imponeva la chiusura totale delle frontiere. D’ora in avanti, gli accessi occidentali di Venezia sono dichiarati aperti e sicuri, salvo verifica delle disposizioni vigenti nei territori limitrofi. A est, invece, la prudenza resta necessaria: alcune zone sfuggono ancora al pieno controllo della reggenza, segno di una stabilizzazione incompleta.
Questo doppio movimento, abolizione dei dispositivi eccezionali più coercitivi e mantenimento di una vigilanza mirata, illustra la linea seguita dal nuovo potere. Dopo l’amnistia e la rifondazione istituzionale, si tratta ora di ristabilire i flussi, economici e umani, evitando al contempo un allentamento prematuro del controllo.
Il comunicato adotta inoltre un tono decisamente politico, invitando la popolazione a collaborare con le istituzioni, in particolare per l’accesso alle risorse alimentari e alle materie prime. Le autorità ringraziano esplicitamente coloro che hanno già «superato la diffidenza», segno che la legittimità del nuovo regime resta in costruzione.
In filigrana, la reggenza delinea un progetto più ampio: quello di una «nuova Venezia» fondata sulla partecipazione dei cittadini e sulla libertà di espressione, in rottura con le costrizioni del recente passato. Un’ambizione dichiarata, che dovrà tuttavia confrontarsi con la realtà di un territorio solo parzialmente controllato e di un ordine politico ancora in fase di ricomposizione.
Ed è qui che emergono le difficoltà .
Dietro gli annunci di normalizzazione e di riorganizzazione politica, la situazione economica della città lagunare rivela una realtà più fragile. Nonostante una popolazione eccezionalmente elevata, l’attività resta debole e i circuiti essenziali faticano a funzionare.
Sul mercato, i banchi appaiono poco forniti. Alcuni prodotti sono disponibili - pesce, carne, grano, pietra o pelli - ma i beni di prima necessità , in particolare il pane e il mais, mancano. Una situazione preoccupante per una città la cui popolazione supera ampiamente il livello abituale.
Venezia conosce infatti attualmente un’affluenza senza precedenti: oltre centoventi abitanti censiti, più del doppio della popolazione normale. Questo aumento si spiega in gran parte con la presenza massiccia di nobili dell’Impero, militari e nuovi arrivati legati alla riorganizzazione in corso. Una concentrazione umana che esercita una pressione immediata sulle risorse disponibili.
Allo stesso tempo, l’economia locale appare largamente paralizzata. Le offerte di lavoro sono poche, spesso concentrate attorno a pochi datori ricorrenti, con salari compresi tra 17 e 20 ducati. Un’attività sporadica, ben lontana dal poter assorbire la manodopera presente in città .
Ai margini di Venezia, la presenza militare resta un fattore strutturante. Due armate rimangono schierate alle porte della città , tra cui quella comandata dallo stesso Daygar. Pur non reclutando, la loro presenza evidenzia come la stabilizzazione del territorio resti incompleta.
Questo scarto tra la rappresentazione politica di un ritorno all’ordine e la realtà economica di una città sotto tensione solleva interrogativi. L’abbondanza di popolazione non si traduce in una ripresa dell’attività , ma al contrario in una pressione crescente su risorse limitate.
Di fatto, Venezia appare oggi come una città in transizione: sicura ma ancora disorganizzata, popolata ma poco produttiva, stabilizzata sul piano militare ma fragile sotto il profilo economico. Per le autorità imperiali, la posta in gioco va ormai oltre il controllo politico: si tratta di rilanciare un tessuto economico capace di sostenere nel tempo una popolazione tornata, almeno temporaneamente, eccezionale.
Il Lombardo per la KAP, agenzia della terra in Mezzo