Venezia (AAP) - Esiste, nei nostri Regni, una nuova corporazione in piena ascesa: quella dei Piagnoni della via maestra.
Li si riconosce facilmente. Si lamentano in taverna, sospirano davanti alle frontiere chiuse, si strozzano davanti alle leggi marziali e scoprono, con uno stupore del tutto nuovo, che un territorio ha delle regole. « Non si può più viaggiare! » « Non si può più levare un esercito! » « Non si può più fare ciò che si vuole! » Il lamento è bello. Potrebbe quasi strappare una lacrima al boia.
Ma ecco il piccolo dettaglio che alcuni dimenticano accuratamente: la libertà non ha mai significato che ciascuno possa fare ciò che vuole, dove vuole, quando vuole, senza mai incontrare né legge, né prevosto, né giudice. Il mondo sarebbe certo più semplice. I briganti potrebbero rubare tranquillamente, gli eserciti privati attraversare le province come processioni religiose e i consigli potrebbero riporre le loro prigioni in soffitta. Purtroppo per gli amanti del caos, esistono ancora i tribunali.
Allora che fare ? Continuare a piagnucolare davanti a ogni porta chiusa ? Scrivere dieci lettere per spiegare che si è un viaggiatore innocente ma assolutamente incapace di sopportare la minima formalità ? Maledire i prevosti che si limitano a far applicare le decisioni delle loro autorità? O forse alzare una bandiera. Perché la soluzione esiste da tempo.
Una bandiera non è soltanto un pezzo di stoffa attaccato a un bastone. È un'organizzazione riconosciuta, un'identità, un modo di viaggiare senza passare l'esistenza a spiegare perché si viaggia. Coloro che desiderano una protezione collettiva, una struttura e un'esistenza politica possono semplicemente scegliere di organizzarsi. E per chi trova che i regni vicini chiudano troppe porte, resta sempre Ginevra.
La piccola Repubblica elvetica, fedele alla sua tradizione, continua a offrire ciò che molti reclamano a gran voce altrove: la libertà di alzare la propria bandiera senza riscatto, senza tasse nascoste, senza moduli interminabili e senza una guardia di frontiera che chiede tre certificati prima di lasciar passare un cavallo. A Ginevra è semplice. Vuoi una bandiera ? Alzala. Vuoi viaggiare ? Viaggia. Vuoi organizzarti ? Organizzati. Non c'è bisogno di supplicare, non c'è bisogno di piangere, non c'è bisogno di accusare il mondo intero di essere ingiusto perché esistono ancora delle leggi.
Dunque, ai grandi malinconici delle strade, ai eterni scontenti che passano più tempo a denunciare i vincoli che a cercare soluzioni : riponete i fazzoletti, tirate fuori gli stendardi. E se davvero nessuno vuole più le vostre belle avventure altrove, ci sarà sempre Ginevra. Là, la bandiera è libera. E per giunta è gratis.
Piagnoni per l'AAP, per la KAP, agenzia della terra in Mezzo
04/10/1474Milano, i Meridio circolano indisturbati : nessuna denuncia pubblica
Milano (AAP) - Un gruppo di una quindicina di membri del clan Meridio, guidato da Serenity, è stato avvistato nelle ultime settimane in diverse città dell'Italia settentrionale. Il gruppo proveniva da nord e sarebbe comparso per la prima volta a Milano nei primi dieci giorni di settembre. A Milano non è stato aperto alcun processo.
Secondo fonti locali, i Meridio avrebbero poi fatto tappa a Modena dove sono stati aperti i processi e si sono conclusi a Pisa con una condanna. Ma la denuncia all'origine di quei processi non è mai stata resa pubblica: non si sa chi abbia accusato i Meridio, né di che cosa preciso. Non risulta inoltre che il gruppo sia stato sconfitto o ucciso da alcun esercito.
Il 30 settembre Serenity è stata vista per le strade di Milano in compagnia di Jackmatusalem, Kriss, Gabriele12, Lorelai44, Solecaldo e Virtuss. Risulta tuttavia iscritta nella lista nera imperiale. Non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale e a Milano non è stata presentata alcuna denuncia.
Ad Alessandria dimora Mrsgod, già alla guida dell'Esercito dei Meridio in Portogallo, che oggi partecipa alle lotterie nel milanese.
Alcuni osservatori si interrogano sui partner commerciali di Serenity. Alcuni sostengono che tratterebbe affari a Como per conto di Soletta, ma questa ipotesi, per il momento, non poggia su alcun elemento verificato.
L'AAP non è in grado di stabilire quali autorità abbiano scelto, o non abbiano scelto, di non procedere.
03/10/1474De la prise de Côme, et comment la duchesse de Milan perdit la tête avant que d'avoir perdu la ville
À Genève (AAP) - Beuveurs très illustres et vous, Goutteux très précieux, car c'est à vous, non à d'autres, que ces lignes sont dédiées, oyez la suite de cette belle et grande tragicomédie qui se joue de par les Alpes, et qui ne fait, hélas, que commencer son second acte.
À peine Saint-Claude eut-elle été engloutie tout entière, comme pastisson dans la gueule des gloutons un jour de grand'faim, que voilà Côme qui y passe à son tour, happée par les mêmes Brigades Internationales Libertaires, lesquelles, il faut bien le confesser, ont l'appétit plus large que la panse d'un chanoine en Carême renversé.
Et ce n'est pas tout, mes bons amis ! Car le communiqué d'icelles Brigades, publié ce matin avec l'aplomb d'un médecin annonçant qu'il a bel et bien purgé son patient jusqu'à l'âme, ne se contente point de clamer la prise d'une cité. Non ! Il revendique chose plus grasse encore : la mort d'Ellinar, vicomtesse d'Inverigo et de Bassignana, baronne de Gavi et, s'il vous plaît, duchesse de Milan elle-même.
Les Brigades, toutefois, n'osent dire le mot tout cru, elles disent seulement que la dame est aujourd'hui incapable de nommer ses propres ministres. Voilà une litote qui en dit long, et qui prouve que même chez les plus enragés des libertaires, on garde quelque pudeur de langage, ainsi que le loup qui s'essuie la gueule avant d'entrer au village. Milan, donc, perd d'un seul coup sa ville et sa couronne, comme qui perdrait chausses et bragues en même instant, sans même avoir le loisir de rougir.
Le style de ce communiqué, notez-le bien, n'a rien de la sécheresse administrative dont usait la Savoie la semaine passée, quand elle ne parlait que de loi martiale et de laissez-passer, comme notaire qui rédige un bail. Ici, on parle de comptes qu'on ferme, de corruption, d'arrogance, et l'on accuse tout crûment ceux qui hébergent ONE et ses affidés de faire obstacle à la paix, comme le cochon fait obstacle au passage dans l'étable.
Les Brigades s'en prennent aussi, non sans malice, à ces puissances qui surent fort bien mobiliser leurs armées contre elles-mêmes ce mois-ci, mais qui, face à l'ONE et à ses serviteurs les Meridio, restèrent aussi muettes que carpe un vendredi saint. Et l'on trouve même, glissée au détour du texte, une pique à l'adresse d'un certain Giggi, remercié tout ensemble pour ses sandwiches à cinq livres et quarante sols, et pour n'avoir point défendu sa ville, Genève, précise-t-on d'ailleurs, n'étant nullement concernée par l'affaire, ce qui ne laisse pas d'être prudent de leur part.
La manœuvre, à vrai dire, ressemble à s'y méprendre à celle de Saint-Claude : on prend la ville, on la crie bien haut, on la baptise franche et libérée, puis l'on publie un communiqué où se mêlent bilan de guerre et sermon politique, ainsi qu'auberge où l'on servirait dans le même plat la soupe et le prêche.
Le texte se clôt sur une formule qui sonne moins comme menace que comme serment de moine : jusqu'à la fin debout, jusqu'à la mort. De quoi laisser penser, mes bons lecteurs, que Côme n'est qu'étape, et non terme, du voyage.
02/10/1474Un autunno caldo a Milano, arriva l'Auxilium !
Milano (AAP) — Sale la preoccupazione nel Ducato di Milano di fronte alla possibilità che un gruppo armato possa attraversare i confini del territorio. Con un comunicato ufficiale, la duchessa Ginevre Asburgo d’Argovia ha annunciato la richiesta dell’Auxilium, ordinando la mobilitazione dei nobili milanesi a sostegno della difesa del Ducato.
Il decreto, adottato, secondo quanto riferito nel comunicato, in stretta collaborazione con l’Impero guidato da Sua Maestà Merkarios, è entrato in vigore a partire dal 30 settembre 1474.
«Un gruppo pericolosamente armato è in procinto di varcare i confini del Ducato», si legge nel provvedimento d'urgenza, nel quale vengono avvisati i nobili milanesi di tenere pronte le proprie armi. Il documento, tuttavia, non offre altri dettagli sull'identità di questo gruppo e da dove possa arrivare, ma non mancano le prime speculazioni che sembrano minare la sicurezza del Ducato situato ai piedi delle Alpi.
Non tutta la nobiltà sarà, ad ora, interessata dalla mobilitazione. Il decreto prevede infatti l'esenzione per i nobili impegnati nella fornitura delle tinte ai magazzini ducali milanesi. Tali tinte sono, infatti, necessarie per garantire il prestigio del Ducato e quindi il corretto e lineare funzionamento della macchina amministrativa e militare.
Per i nobili non esonerati, l'ordine è invece perentorio. Questi dovranno obbligatoriamente mettersi in contatto con il Gran Maresciallo Karlofthelake, al quale viene affidato il compito di organizzare la convocazione.
La duchessa invita inoltre lo stesso Gran Maresciallo a trasmettere una convocazione ufficiale ai Nobili Provinciali e ad annotare con precisione i nominativi di coloro che dovessero rifiutarsi di presentarsi.
02/10/1474Grafschaft von Augsburg: GA vereinigt bei den Ratswahlen die absolute Mehrheit der Sitze auf sich.
AACHEN (AAP) - Die Liste Glück auf liegt bei der Ratswahl in Grafschaft von Augsburg an der Spitze und vereinigt die absoluten Mehrheit der Sitze auf sich. Sie kann daher allein regieren.
Verteilung der abgegebenen Stimmen:
1. "Glück auf" (GA) : 100%
Die neue Verteilung der Sitze nach der Verhältniswahl führt zu einer Neuverteilung der Ratsämter:
Die Mitglieder des Rates werden innerhalb von zwei Tagen den neuen Regenten anerkennen. Dieser muss dann dem Kaiser des HRRDN und dem Deutschen König seine Reverenzen erweisen und die wichtigsten Ämter der Provinz besetzen.