Kap Venezia - C'è una parola che negli ultimi tempi sembra aver conquistato un posto d'onore nel lessico di tutti i giorni: democrazia.
La si pronuncia spesso, la s’invoca ancora più spesso e, all'occorrenza, la si utilizza come unità di misura per stabilire chi sia libero, chi no, chi sia un tiranno e chi abbia la patente morale per impartire lezioni agli altri.
Resta un dettaglio non trascurabile: siamo sempre nel 1474, sì?
Sicché, prima di trasformare la democrazia in una formula buona per ogni stagione, per spiegare qualsiasi cosa, sarebbe utile intendersi almeno sul significato che vogliamo attribuirle oggi. Per molti si riduce a noi siamo democratici, dunque siamo liberi; voi imponete regole, dunque siete tiranni!
Una semplificazione superficiale, comoda e facilmente smentibile. Tanto, bastano i fatti, perché se un'autorità, per dimostrarsi liberale, deve rinunciare ad esercitare le proprie prerogative, il ragionamento diventa un filo più contorto.
Uno Stato possiede leggi, confini, tribunali, eserciti e istituzioni proprio perché qualcuno deve assumersi la responsabilità di governarlo, ma qui nasce il problema per alcuni, perché l'esistenza di una regola non costituisce di per sé tirannia, così come l'assenza di regole non costituisce necessariamente libertà.
Prendiamo l'Impero: i Meridio, alleati ONE, figurano nella blacklist imperiale. Dunque non stiamo parlando di un'organizzazione considerata pericolosa soltanto da Venezia o da qualche irriducibile nemico, ma è lo stesso Impero ad aver ritenuto quell’organizzazione sufficientemente incompatibile con la propria sicurezza da inserirla nella propria lista nera. Fin qui, dovrebbe essere tutto chiaro... cristallino!
Ma poi si scende nelle Province imperiali italiane e la faccenda diventa improvvisamente più creativa! A Milano persone appartenenti a quella medesima organizzazione si lasciano passare indisturbati, altri - che fino a ieri mettevano a ferro e a fuoco il Portogallo - ricevono mandati, frequentano tranquillamente la vita pubblica e partecipano allegramente alle iniziative in piazza!
E allora una domanda diventa inevitabile: la BL imperiale vale nelle Province Imperiali? Perché, se vale, sembrerebbe che qualche provincia non abbia ricevuto la notizia. Se non vale, sarebbe interessante sapere a cosa serva.
E soprattutto evitiamo di chiamare tutto questo “democrazia”. La democrazia, qualunque significato si voglia attribuirle nel 1474, non può consistere semplicemente nel lasciare che chiunque faccia ciò che vuole; salvo poi proclamarsi più liberi di chi governa effettivamente il proprio territorio.
Se un'organizzazione criminale, di predoni, responsabile di aggressioni, saccheggi e uccisioni, viene considerata una minaccia tanto da meritare la BL dell'Impero, permettere ai suoi appartenenti di muoversi indisturbati nelle province imperiali non è necessariamente liberalità. O no?
Potrebbe avere un nome assai più semplice: menefreghismo, strafottenza, complicità, oppure incapacità di controllare il proprio territorio.
Ed è precisamente qui che il continuo paragone con Venezia comincia a diventare interessante.
Venezia chiude un confine? E’ tirannia!
Venezia controlla chi entra? E’ oppressione!
Venezia stabilisce chi può navigare nelle proprie acque? E’ una prigione!
Venezia decide autonomamente con chi allearsi? Evidentemente anche questo diventa un problema, soprattutto per chi aveva immaginato che la Serenissima potesse trasformarsi nella propria dependance, o magari in una comoda Tortuga sulla quale lasciare bivaccare indisturbati ONE e Meridio.
Bisogna riconoscere che è una concezione estremamente comoda della democrazia: le regole degli altri sono tiranniche; le proprie possono tranquillamente non essere applicate!
Ma uno Stato sovrano non dimostra di essere libero perché lascia la porta aperta, dimostra di esserlo quando è lui a decidere chi possiede le chiavi per entrarvi!
Ed è questa la differenza che continuiamo ostinatamente a vedere cancellata dietro grandi discorsi su confini, sui processi e sulle prigioni .
Venezia può prendere decisioni severe: possono piacere oppure no, possono essere criticate, contestate e discusse; ma sono decisioni veneziane prese da istituzioni veneziane sul territorio veneziano.
La democrazia non consiste nell'avere uno Stato incapace di decidere per sé stesso e abbastanza debole da permettere a chiunque di farsi gli affari propri sul suo territorio,.
Ed è qui che il dibattito sulla libertà diventa ancor più interessante!
Perché, a questo punto, vi chiedo: quando la libertà diventa indifferenza?
Partiamo da lontano, dall’Irlanda, e prendiamo ONE che dispone ormai di una propria base territoriale, un proprio stato, ma nonostante ciò - al momento - sta conducendo ripetuti attacchi contro la Francia, arrogandosi perfino il diritto di stabilire chi può passare da Gibilterra verso l’Atlantico. Mi sembra chiaro che la conquista territoriale irlandese, non cancelli la natura né i metodi di un'organizzazione: possedere un territorio non trasforma automaticamente predoni e saccheggiatori in rispettabili vicini di casa, né conferisce loro una qualche patente di legittimità per stabilire che comandano su tutto l’Atlantico, nè intervenire militarmente dove più gli piace.
E infatti, mentre qualcuno discute di libertà e democrazia, ONE continua ad attaccare indisturbata.
E i democratici? Tutti zitti!
E invece è importante ricordarlo perché, quando si parla di guerre, qualcuno potrebbe essere tentato di mettere tutto nello stesso calderone e talvolta lo si fa!
Ma le guerre hanno cause, precedenti ed obiettivi che possono essere profondamente diversi.
La recente guerra combattuta da Venezia non nasce da una compagnia di predoni che decide di scegliere un territorio, attaccarlo, occuparlo o utilizzarlo secondo la propria convenienza. Quella guerra fu preceduta da una lunga sequenza di provocazioni, pressioni e iniziative dell'Impero allora guidato da Atum, in un contesto nel quale i rapporti fra settori imperiali e ONE erano ormai parte sostanziale dello scontro. E quanto accaduto durante e dopo il conflitto ha reso sempre più evidente quale fosse la posta in gioco: la colonizzazione della Serenissima.
Purtroppo per qualche “liberale democratico”, Venezia non fece ciò che qualcuno avrebbe desiderato e non divenne la Tortuga sulla quale ONE e i suoi amici potessero bivaccare indisturbati.
Sicché possiamo discutere all'infinito delle singole responsabilità della guerra, delle provocazioni che la precedettero e delle decisioni prese durante il conflitto, ma equiparare quella vicenda alle campagne condotte da ONE significherebbe cancellare deliberatamente contesto, cause e finalità.
Non ha nulla a che vedere con quanto accaduto in Portogallo, attaccato e occupato da ONE e Meridio e non ha nulla a che vedere con gli attacchi che ONE sta conducendo oggi contro la Francia.
In quei casi non stiamo osservando uno Stato che difende la propria autonomia politica all'interno di uno scontro nato da una crisi fra potenze sovrane, ma stiamo osservando un'organizzazione criminale che, dopo essersi procurata una propria base territoriale, continua a proiettare la propria forza fuori da essa contro altri territori sovrani.
E mentre ONE attacca la Francia, mentre le conseguenze delle sue azioni sono sotto gli occhi di tutti, i Meridio, suoi alleati, che figurano nella bl imperiale, entrano nelle province, ricevono mandati, partecipano alla vita di piazza come nulla fosse.
Sinceramente? Ma non vi sembra azzardato chiamare automaticamente tutto questo democrazia? Non credete che esista una differenza fra tolleranza e disinteresse? Mettersi in casa uomini appartenenti a un'organizzazione che il proprio stesso Impero ha inserito in bl, mentre quella medesima organizzazione attacca ripetutamente un altro Stato sovrano è democrazia? E’ liberalità? O piuttosto è menefreghismo, strafottenza, complicità, incapacità di saper controllare un territorio?
Uno Stato non dimostra la propria libertà e la propria democrazia lasciando entrare chiunque e non dimostra la propria apertura facendoli passare indisturbati e nemmeno affidando mandati senza preoccuparsi delle appartenenze di chi li riceve e non diventa più democratico semplicemente perché preferisce non vedere ciò che accade a casa sua.
La sovranità comporta libertà di decisione, certamente, ma comporta anche responsabilità delle decisioni prese!
Sicché forse, prima di contare le serrature alle porte di Venezia, sarebbe utile controllare chi entra da quelle imperiali.
Fonti:
https://forum2.renaissancekingdoms.com/viewtopic.php?p=33208540#33208540
https://forum.renaissancekingdoms.com/viewtopic.php?p=98001513#98001513
https://forum.renaissancekingdoms.com/viewtopic.php?p=97980306#97980306
https://forum.renaissancekingdoms.com/viewtopic.php?p=97982214#97982214
https://forum.renaissancekingdoms.com/viewtopic.php?p=98003112#98003112
Filangieri redattore KAP Venezia
Gunilde Capo redattore KAP Venezia
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