KAP Venezia – Da Ginevra al Portogallo, passando per guerre, agguati, assalti a castelli e parecchi conti lasciati aperti, le BIL hanno attraversato mezza Europa senza chiedere troppi permessi. Con Gianlupo abbiamo provato a capire cosa ci sia dietro le Brigate Internazionali Libertarie: idee, amici, nemici, pazzie e una certa ostinazione nel non stare mai dalla parte "tranquilla" della storia.
Filangieri - KAP:
Gianlupo, ben trovato e grazie per avermi gentilmente concesso questa intervista. Ci conosciamo da tempo e, oltre a conoscerci, posso dire che tra noi ci sia un rapporto di rispetto e di amicizia. Sarebbe quindi piuttosto ipocrita da parte mia rivolgermi a te dandoti del voi. Se sei d'accordo, manterrei anche qui il nostro abituale e decisamente più sincero tu.
Gianlupo - BIL
Intanto ben trovata a te Fila, ti trovo in perfetta forma e piena di magnetica energia! E come sempre abbasso le ipocrisie!
Filangieri - KAP
Sei forse uno dei membri più conosciuti delle Brigate Internazionali Libertarie, ma naturalmente le BIL non sono soltanto Gianlupo: il gruppo è composto da molti altri uomini e donne, alcuni altrettanto conosciuti, altri forse meno noti a chi ne ha seguito le vicende soltanto dall'esterno. Vuoi essere tu a ricordarci qualcuno dei loro nomi e, magari, raccontarci chi sono le persone che compongono le BIL?
Gianlupo - BIL
Ovviamente le BIL non sono Gianlupo, fortunatamente dico io. I nomi sono tantissimi e molti collaborano e poi tornano alla loro vita, alle loro attività: siamo un gruppo aperto con cui si può agire liberamente perché al centro mettiamo l’individuo.
Malena, Keran, Lerio, Nannina, Marty, Noble, Dianavittoria, Costant, Barb, Vyl, Flege, Sab e tanti altri sono le persone che tengono vive le idee, le azioni e le pazzie che ci accompagnano quotidianamente!
Persone che hanno scelto uno stile di vita ben preciso: avventura, spirito di comunità, Gettarsi nei tafferugli, combattere le ingiustizie e i prepotenti.
Il nostro detto è: che ce ne foooott!?
Filangieri - KAP
Le BIL nascono come movimento dichiaratamente antisistema: combattete nobiltà, tirannie e strutture di potere e, almeno sulla carta, una realtà come Venezia - che qualcuno definisce sbrigativamente una dittatura - dovrebbe essere quanto di più lontano possa esserci dal vostro orizzonte politico. Eppure la storia delle BIL dimostra anche che essere contro il sistema non significa necessariamente restarne sempre fuori: avete combattuto accanto a Stati, eserciti e persone con idee molto diverse dalle vostre quando vi siete trovati a condividere una battaglia. Venezia, per esempio, ha combattuto contro un Impero che voi, come noi, considerate fortemente condizionato e corrotto dagli interessi di ONE, e che non si è limitato a invaderne il territorio, ma ha cercato di sottrargliene una parte per annetterla. Possiamo allora dire che, pur partendo da visioni politiche profondamente diverse, BIL e Venezia si siano trovate e potrebbero trovarsi in futuro, almeno su alcune questioni, ad avere intenti comuni?
Gianlupo - BIL
Quando siamo ripartiti dal Portogallo con i membri dell’Esercito dei Sette ci siamo ripromessi di incontrarci nuovamente e magari scontrandoci su fronti opposti.
Quello che è accaduto negli ultimi due anni è chiaro, uno slittamento pericoloso dell’Europa verso il male e l’apoteosi di ciò che combattiamo: la colonizzazione e la dittatura permanente.
Abbiamo deciso così di offrire il nostro aiuto per arginare, resistere e respingere questa onda intrisa di malvagità e ostacolare chi la supporta più o meno segretamente o velatamente.
Le BIL ovviamente hanno un’assemblea che è sovrana, ma nel caso in cui Venezia o anche l’Impero fossero sul campo di battaglia contro ONE, così come per la Francia e il Portogallo noi ci potremmo essere, dipende sempre che impegni abbiamo!
Questo non ci rende più buoni o malleabili, ma significa spostare le energie su un obiettivo comune.
Ciò non toglie che i nobili, i preti, i prepotenti, i servi del potere e i dittatori vanno contrastati con ogni mezzo necessario.
Filangieri - KAP
Nel vostro ultimo comunicato avete scritto che, sulla strada del ritorno, era arrivato il momento di saldare alcuni “conti aperti”. Il riferimento è chiaramente ad un vile agguato che le BIL subirono mesi fa mentre erano dirette in Portogallo e alle parole con cui, successivamente, quell’azione venne giustificata da esponenti imperiali. Ci racconti che cosa accadde allora e perché, a distanza di mesi, avete deciso di rispondere?
Gianlupo - BIL
A noi piace comportarci ed essere dei cazzoni (vedi tu come vuoi mettere questa mia esternazione).
Filangieri - KAP
Beh, Gian, la lascerei esattamente così! Vai pure avanti!
Gianlupo - BIL
Ci piace fornire questa idea di noi. Buona parte del nostro lavoro consta nell’osservare, ascoltare e prendere nota.
Ci diamo delle priorità.
A febbraio avevamo costituito il nostro esercito nel Berry, il cui prestigio è molto alto e dove alcuni di noi si trovavano. Altri erano sparsi ovunque.
Appuntamento a Ginevra per fare il rifornimento di cibo, armi filtri per poi dirigerci in Portogallo.
Non abbiamo mai chiesto il permesso a nessuno, nemmeno chiediamo il permesso per passare.
In Savoia, in Franca Contea, siamo sempre passati senza avere alcun problema tranne nelle fasi di guerra.
Eravamo pronti poiché entrare in un territorio ostile può esserci sempre un colpo di testa.
Eppure non è stata una coincidenza che durante il tentativo di colonizzare Venezia, l’Impero abbia temuto fossimo in combutta e ci abbia colpiti, in fondo si trattava pur sempre di aiutare ONE e i Meridio.
Siamo stati aggrediti e uno dei nostri due eserciti è stato respinto ai confini della Borgogna, mentre l’altro è passato, trovando riparo presso i pastori di Monte Falcetto.
Siamo stati inseguiti, braccati fino a Ginevra, dove il buon Spagnolo Meridio ci attendeva, ma fortunatamente abbiamo abbastanza esperienza per potercela cavare.
Avevamo scelto il Portogallo e abbiamo fatto una promessa.
Dato che i nostri comunicati le nostre parole seguono sempre delle azioni e mai viceversa, abbiamo mantenuto la promessa e mantenuto la priorità.
Però per noi vale la regola secondo la quale non si può pensare di organizzare delle imboscate, delle guerre e ostacolare la lotta a un nemico pensando di poterne uscire indenni.
Prima o poi, come diciamo sempre, l’orco paga sempre il conto e nei fatti accade sempre a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo necessario. Nulla di personale contro Jory in quanto uomo. Si fanno delle scelte e quando scegliamo dei titoli, delle riconoscenze e dei ruoli, tutti questo porta responsabilità che bisogna assumersi.
Gente che si fa chiamare mercenario e poi si prende il titolo di Prevot Imperiale… da sorridere, no?
Lui è un simbolo, uno di quelli che ahimè paga il conto.
Noi sappiamo che le nostre azioni sortiranno sempre delle conseguenze e ce ne prendiamo le responsabilità.
Non esiste perdere o vincere, esiste solo combattere le ingiustizie, coloro che le perseguono e le strutture che le generano. Molto semplice.
Filangieri - KAP
Parliamo dei Dark Brotherhood. Le BIL, come alcuni di noi, li conoscono da tempo: li abbiamo incontrati prima, poi quando combattevano nell’orbita di ONE e successivamente li abbiamo ritrovati al fianco dell’Impero. A Venezia, però, i loro calcoli strategici e militari si sono rivelati clamorosamente sbagliati, contribuendo a trascinare le forze imperiali in una disfatta storica e clamorosa. Al di là delle rivalità e della propaganda, che giudizio dai della preparazione militare e della capacità strategica dei DB? Li consideri avversari realmente pericolosi oppure la campagna veneziana ha mostrato tutti i limiti che avevate già avuto modo di osservare in passato?
Gianlupo - BIL
Mah! Sappiamo che negli ultimi 4 anni hanno partecipato a una sola guerra e non abbiamo avuto l’onore di scontrarci con loro.
Sappiamo che frequentano nobili, personalità titolate che contano nelle stanze del potere e altre vicine al male che avanza.
Ma soprattutto non siamo nessuno per poter esprimere valutazioni in merito a ciò che non conosciamo e che è distante da noi, soprattutto per ciò che rappresentano.
Filangieri - KAP
Le BIL combattono le tirannie, ma lo fanno anche attraverso la forza: agguati, assalti, confische e azioni che certamente i vostri avversari definirebbero criminali. E infatti, quando le BIL hanno messo pubblicamente sul tavolo quanto emerso in Lorena sui rapporti e sulle infiltrazioni riconducibili a ONE, la reazione di alcuni importanti esponenti imperiali mi ha colpita. Più che entrare nel merito di ciò che avevate denunciato o prendere le distanze da quanto stava emergendo, la risposta è stata, in sostanza: “proprio voi non potete venirci a fare la morale”. Eppure, dalle stesse discussioni interne lorenesi emerge che certi rapporti della provincia imperiale con ONE non erano esattamente una fantasia inventata dalle BIL. Esattamente come successo in Stiria, tra l’altro. Ti chiedo allora: quando ad un’accusa documentata si risponde screditando chi l’ha formulata invece di rispondere sui fatti, siamo ancora davanti a una difesa politica o forse, più semplicemente davanti all’imbarazzo di non poter smentire ciò che è stato portato alla luce, oppure - ed è l’ipotesi più grave – di fronte alla consapevolezza di essere complici di un’organizzazione criminale?
Gianlupo - BIL
Quello che mi piace di te Fila è sei capace di affrontare la complessità analizzandola e saperla restituire.
Personalmente, io penso che abbiamo avuto la prova tangibile del fatto che tutti sanno e tutti accettano a un certo livello di potere e della sua gestione l’asservimento e la complicità con ONE.
Esiste una complicità diretta e indiretta.
Il punto è che noi abbiamo tutto il diritto e le carte in regola per poter formulare un discorso etico su di loro (la morale la fanno i preti).
In Impero si vive nell’Imbarazzo generale, vivono sommersi da escrementi generati da loro stessi e dai loro amici ONE.
ONE che colpisce le coste francesi attualmente, quelle portoghesi e spagnole, ma mai… che ne so quelle olandesi, per dirne una a caso, eh!
Non è facile accettare che qualcuno dica la verità in pubblica piazza o li colpisca violentemente, per ciò che fanno e che rappresentano.
E poi penso gli dia fastidio che i beni e i soldi a loro sottratti dalle BIL finanzino le azioni contro ONE e i loro amici.
Li capisco, ma proprio questo ci rende liberi e indipendenti
Comunque gli ignavi sono i peggiori e la violenza è l’unico strumento per porli davanti allo specchio.
Filangieri - KAP
Negli ultimi mesi sei passato dalla Bretagna a Ginevra, dal Portogallo nuovamente verso casa; hai combattuto, sei stato ferito e hai visto compagni e avversari cadere. C’è stata una battaglia, una sconfitta, una vittoria o anche soltanto un momento che ha cambiato il tuo modo di vedere le BIL rispetto a quando hai cominciato?
Gianlupo - BIL
La mentalità da vinti e la sconfitta sono fondamentali per poter progredire e per esistere.
Non penso ci sia stato uno spartiacque che abbia caratterizzato qualcosa nella nostra storia, ogni avventura è un cambiamento, il nostro percorso è un processo evolutivo in divenire.
Non so se le BIL continueranno ad esistere, non so se io continuerò ad esistere, non so cosa accadrà in futuro.
Magari ci stancheremo.
Sicuramente so che le idee non moriranno mai. Noi non aspiriamo a gestire il potere, non ci interessa, così come abbiamo rifiutato onorificenze e premi che volevano consegnarci.
Non ci interessano i titoli, terre in regalo, ruoli o paghe.
Non siamo prostitute.
Penso che le BIL non cambieranno il mondo.
Le BIL indicano la direzione, tracciano sentieri e fanno ciò che va fatto laddove nessuno vuole farlo.
Proteggiamo i boschi e la libertà.
Facciamo ciò che ci piace fare.
Le BIL sono coscienza.
One, i loro gruppi affiliati, i tiranni, i nobili, i loro paggi, chi tira le fila di certi poteri e i preti non devono stare tranquilli.
Sanno che ci saremo per provare a ostacolarli, dovranno stare vigili perché tutto gli potrebbe accadere.
Guerre o assalti, attentati o aggressioni, per ora "Estamos Aqui. Todo para todos, nada para nosotros."
Filangieri - KAP:
Direi che non potrei trovare parole migliori delle tue per chiudere questa intervista.
Non so neppure io dove saranno le BIL domani, Gian, ma dopo questa lunga chiacchierata una cosa mi sembra abbastanza chiara: ovunque decidiate di andare, difficilmente passerete inosservati. E qualcuno, leggendo queste righe, probabilmente da stasera dormirà un po’ meno tranquillo.
Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, per la franchezza delle risposte e, soprattutto, per non avermi costretta a darti del voi fino alla fine!
Estamos aqui!
E, visto che siamo partiti da lì, mi sembra doveroso lasciare l’ultima parola alle BIL con un “che ce ne foooott!”