
Ginevra (AAP) - La cattedrale costituisce la sede di una diocesi (*), sia essa suffraganea o metropolitana, e ospita le attività del vescovo o dell’arcivescovo, assistiti dal loro consiglio diocesano. In questa cattedrale è possibile consultare il registro commemorativo, dove sono iscritti i nomi degli antichi sovrani e i loro luoghi di sepoltura; conoscere il nome del Papa e scrivergli, sebbene ciò sia generalmente vano, considerati i suoi molteplici impegni.
In realtà , sono i membri della Curia, spesso di nobile stirpe, coloro che decidono l’attribuzione delle cariche ecclesiastiche ed eleggono tra loro pontefice e cardinali; identificare la provincia ecclesiastica alla quale è annessa la diocesi, conoscere le altre diocesi di questa provincia, conoscere il nome del vescovo o dell’arcivescovo e contattarlo, sapere quando termina il mandato dell’attuale vescovo, comprendere il metodo attuale di designazione del vescovo (da parte del Papa o del Sovrano), consultare l’elenco dei candidati potenziali alla carica episcopale, aggiornato ogni domenica, scoprire la composizione del consiglio diocesano; leggere il Libro delle Virtù; attingere alle casse in caso di stallo militare.
Due anni fa, a Langres e a Luxeuil, i Tecnocrati del Caos, compagnia assai malvista dalle maréchaussées monarchiche, confiscarono ben 43.000 ducati e diversi oggetti, nel quadro della loro lotta rivoluzionaria contro le aristocrazie laiche ed ecclesiastiche. Più recentemente, è stata la sede di Autun a vedersi alleggerita di alcune migliaia di ducati da parte della compagnia artésiana del sire Amédée de Montjoye.
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In effetti, se il termine diocesi indica il territorio religioso diretto da un vescovo che siede nella cattedrale e conduce tranquillamente il proprio cammino ecclesiastico per conto suo, esso designa anche una gallina dalle uova d’oro per alcuni, desiderosi di finanziare le proprie spese elettorali, e per altri, desiderosi di finanziare le proprie spese militari. Una diocesi comprende diverse parrocchie sotto la propria autorità , e la ricchezza potenzialmente accumulata da queste istituzioni è proporzionale al numero dei fedeli. Al ritmo di 10 écus per confessione, senza contare le offerte durante le messe, le entrate possono accumularsi rapidamente.
Inoltre, i confini delle diocesi non corrispondono necessariamente a quelli dei ducati. Risalgono a un’epoca che i meno di mille anni non possono conoscere, quando l’Impero romano dominava urbi et orbi e i suoi proconsoli si dividevano i frutti del lavoro delle plebi celtiche, elvetiche e germaniche per la maggior gloria dei loro Imperatores romani. Così, è facile far passare discretamente mandati o botti di vino da messa da una parte e dall’altra dei confini tra il regno dei Franchi e la terra dei Teutoni.
Tutte le diocesi appartengono a una provincia i cui confini sono spesso ignorati dal grande pubblico. In ogni provincia, una diocesi è qualificata come metropolitana, ospitando l’arcivescovo della provincia. Sebbene questa diocesi non differisca in nulla dalle altre, il suo titolare ama adornare il proprio blasone con nappe e ulteriori distinzioni. Le diocesi non metropolitane sono chiamate suffraganee. Questa distinzione, sebbene poco significativa per il profano, è di grande importanza per i chierici della Chiesa aristotelica romana, che si dividono le cattedre senza ricorrere all’elezione. Le vie del Signore restano impenetrabili e nebulose.
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Una parrocchia, diretta da un parroco che risiede nella chiesa, corrisponde sempre a un solo villaggio. Tutte le parrocchie appartengono a una diocesi e, per questo motivo, è consuetudine sentir dire che tutti gli écus delle parrocchie appartengono al tesoro diocesano, salvo a Ginevra, dove si afferma che gli écus delle decime ginevrine appartengano ai ginevrini, rappresentati dal loro edilizio municipale eletto ogni 30 giorni, salvo l’ostruzione di Hobb, quando gli asini ginevrini dimenticano di pregare per un altro parroco. Il mandato di un parroco dura 45 giorni, talvolta molto lunghi quando decide di tesaurizzare gli écus delle decime.
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Nella sua canonica, il parroco può conoscere lo stato della tesoreria della chiesa, alimentata dalle offerte dei fedeli durante le questue e le confessioni; preparare le cerimonie rituali (la messa), che portano gioia e virtù a coloro che hanno fede; fare una donazione alla diocesi fino a 150 ducati al giorno, modificare il messaggio del parroco, vedere chi ha assistito all’ultima messa e chi ha donato alla questua, dimettersi e benedire un matrimonio. Incredibile, non è vero ?
Il vescovo, incaricato della conduzione della diocesi, è nominato dal Papa, da un Sovrano o, in casi eccezionali come quelli di Bourges, Utrecht, Losanna, Ginevra e Angers, dal Cancelliere della Confederazione elvetica, dal coso d’Olanda, dal duca del Berry o dall’Arciduca d’Angiò, grazie a dispense ottenute con grande fatica attraverso le guerre condotte contro le monarchie vicine.
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Il mandato del vescovo dura 3 mesi e 30 giorni, rinnovabile una sola volta. Egli assegna discrezionalmente gli incarichi del Consiglio diocesano tra i seguenti : Cameriere diocesano, Cancelliere diocesano, Conestabile diocesano, Legato diocesano, Penitenziere diocesano, Siniscalco diocesano. I curiosi possono scoprire le missioni e le responsabilità di queste cariche ecclesiastiche, i cui mandati durano al massimo 120 giorni. Occupare un posto nel consiglio diocesano permette di ottenere écus, secondo la posizione; influenza e numerosi amici desiderosi di farsi eleggere e bisognosi di finanziamenti per la propria campagna.
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(*) : informazioni non contrattuali che impegnano esclusivamente i loro autori enciclopedici dell’Accademia dei Saperi.
Monsieur Cyclopède per l’AAP agenzia delle Terre di Mezzo.
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