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26/05/1474 L’Impero : o lo ami o lo lasci




Straßburgo (AAP) - L’Impero, si dice talvolta, è una casa comune. Ancora bisogna che coloro che vi abitano abbiano il sentimento di viverci ancora come cittadini e non come ospiti tollerati. Perché mentre la guerra si prolunga, che gli appelli all’unità si moltiplicano e che le proclamazioni imperiali invocano incessantemente dovere, resistenza e fedeltà, un altro fenomeno sembra emergere: quello di una stanchezza interna, più silenziosa delle battaglie, ma forse ancor più pericolosa.

La vicenda avrebbe potuto restare marginale, una semplice formalità araldica perduta nei corridoi di Straßburgo. Un barone restituisce il proprio titolo, l’amministrazione ne prende atto, i registri si chiudono. Ma questa volta la rinuncia si è trasformata in una scena politica.

« Non posso più rappresentare un Impero che non rappresenta più me », scrive André Marie Bourbon del Monte Santa Maria abbandonando il titolo di barone di Maccagno. Formula breve, quasi fredda, ma la cui stessa secchezza rivela una frattura più profonda di un semplice dissenso personale.

La risposta imperiale sorprende allora per la sua moderazione. Nessuna condanna immediata, nessuna accusa di tradimento o ingratitudine. L’imperatore Merkarios sospende la procedura e convoca personalmente il vassallo dimissionario a un’udienza privata. In una sala del trono volutamente spogliata di fasto, l’incontro assume meno la forma di un processo che quella di un tentativo di comprensione. Ed è proprio qui che l’episodio diventa rivelatore.

Perché André non parla né di ambizioni deluse né di rivalità nobiliari. Parla di regolamenti ignorati, di abusi istituzionali, di violazioni delle procedure all’interno del Collegio Araldico Italiano. Descrive un sistema in cui coloro che denunciano le irregolarità verrebbero screditati ancor prima di essere ascoltati. Un mondo nel quale pubblicare prove diventa al tempo stesso un atto di autodifesa e un gesto politico. « L’ho fatto per proteggermi », spiega, come se l’Impero fosse ormai diventato uno spazio in cui applicare il diritto richiede di proteggersi dall’istituzione stessa.

L’aspetto forse più sorprendente resta altrove: nella reazione dell’entourage imperiale. L’Arcicancelliere Lucas riconosce immediatamente di non sapere nulla della vicenda e chiede che tutto venga raccontato. Così dunque, al vertice stesso del Sacro Romano Impero, alcuni conflitti sembrano evolvere in una strana semi-oscurità amministrativa, dove accuse di abusi circolano senza mai raggiungere davvero il centro del potere. L’episodio illumina una contraddizione sempre più visibile nella retorica imperiale contemporanea.

Da un lato, l’Impero invoca incessantemente unità, lealtà e sacrificio comune. Chiede alle province di resistere, ai soldati di morire, ai nobili di servire e alle popolazioni di continuare a credere in una struttura minacciata da ogni lato. Dall’altro, coloro che denunciano malfunzionamenti interni danno talvolta l’impressione di essere considerati non come correttori utili, ma come disturbatori scomodi. Da qui emerge una domanda, brutale nella sua semplicità : a partire da quale momento la fedeltà cessa di essere un dovere per diventare un’ingiunzione ?

« L’Impero: o lo ami o lo lasci ». La formula non è mai stata pronunciata ufficialmente. Eppure sembra fluttuare sopra molte discussioni imperiali come una dottrina implicita. Chi critica troppo finisce prima o poi sospettato di ostilità. Chi espone le falle diventa sospetto di indebolire l’edificio più delle falle stesse. Eppure un Impero può sopravvivere più facilmente ai nemici esterni che alla convinzione interiore che la parola non serva più a nulla. Forse è proprio questo che rivela realmente questa strana udienza attorno a un semplice titolo baronale : meno una crisi araldica che un interrogativo più ampio sulla natura stessa dell’autorità imperiale. Un potere ancora capace di ascoltare ? Oppure un sistema che tollera ormai la contraddizione soltanto a condizione che resti senza conseguenze ?

Nel frattempo, la guerra continua attorno a Verona, Firenze e Siena. Gli eserciti si accumulano, le proclamazioni marziali si susseguono, gli appelli al coraggio riempiono le cancellerie. Ma in una piccola sala del palazzo imperiale, tra un bicchiere di succo d’arancia e alcuni dossier ormai resi pubblici, forse si è aperta un’altra battaglia: quella per sapere se l’Impero sopporta ancora che gli si dica di no.

Leggi anche : L’Impero : o lo ami o lo lasci


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Cours

Product Price Variation
Loaf of bread 4.72 -0.01
Fruit 7.75 -0.02
Bag of corn 2.85 0.05
Bottle of milk 8.35 0
Fish 17.79 0.01
Piece of meat 16.76 0.48
Bag of wheat 10.54 0.12
Bag of flour 11.42 -0.51
Hundredweight of cow 30.34 0.02
Ton of stone 9.01 0.01
Half-hundredweight of pig 15.13 0.06
Ball of wool 10.26 -0.01
Hide 15.64 0
Coat 86.88 0
Vegetable 8.74 0
Wood bushel 4.14 0.28
Small ladder 21.14 0
Large ladder 65.07 0
Oar 20.22 0
Hull 37.84 0
Shaft 7.53 0.01
Boat 103.18 -0.47
Stone 10.15 -0.8
Axe 148.85 -0.04
Ploughshare 41.88 0
Hoe N/A N/A
Ounce of iron ore 7.94 -0.17
Unhooped bucket 24.66 0.01
Bucket 41.41 -0.07
Knife 15.86 0
Ounce of steel 42.41 0
Unforged axe blade 66.12 0
Axe blade 130.41 0
Blunted axe 119.87 0.07
Hat 52.32 0
Man's shirt 113.21 0
Woman's shirt 120.25 0.01
Waistcoat 142.5 0
Pair of trousers 78.21 0.01
Mantle 257.65 0
Dress 290.38 -0
Man's hose 39.94 0
Woman's hose 50.58 0.01
Pair of shoes 27.35 -0.01
Pair of boots 86.3 0.16
Belt 42.9 0
Barrel 10.61 -0
Pint of beer 0.73 0.01
Barrel of beer 85.95 -0
Bottle of wine 1 0
Barrel of wine N/A N/A
Bag of hops 19.59 0
Bag of malt 20 0
Sword blade 101.19 0
Unsharpened sword 120.13 0
Sword 164.41 -0
Shield 64.98 -0
Playing cards 96.61 0.14
Cloak 183.12 0
Collar 72.23 0.06
Skirt 136.11 0
Tunic 246.42 0
Overalls 124.99 0
Corset 135.72 0
Rope belt 53.44 -0.28
Headscarf 61.86 -0
Helmet 162.32 0
Toque 65.62 0
Headdress 82.18 0
Poulaine 66.28 0
Cod 19.93 0
Conger eel 23.48 0
Sea bream 26.8 0
Herring 10.73 0
Whiting 22.25 0
Skate 18.37 0
Sole 11.24 0
Tuna 27.25 0
Turbot 24.48 0
Red mullet 23.22 0
Mullet 16.46 0
Scorpionfish N/A N/A
Salmon 13.1 0
Arctic char N/A N/A
Grayling 23.26 0
Pike 21.99 0
Catfish N/A N/A
Eel 23.03 0
Carp 23.27 0
Gudgeon 21.63 0
Trout 18.01 0
Pound of olives 13.98 0
Pound of grapes 9.31 0
Sack of barley 11 0
Half-hundred weight of goat carcasses 18.44 0
Bottle of goat's milk 10.77 0
Tapestry 169.95 0.01
Bottle of olive oil 140.86 -0.05
Jar of agave nectar N/A N/A
Bushel of salt 11.08 0
Bar of clay 1.7 0
Cask of Scotch whisky 171.91 0.57
Cask of Irish whiskey 167.2 -0.21
Bottle of ewe's milk 15.4 0
Majolica vase N/A N/A
Porcelain plate N/A N/A
Ceramic tile N/A N/A
Parma ham 94.52 -0.03
Bayonne ham 99.55 0
Iberian ham 73.16 0
Black Forest ham 71.81 0.04
Barrel of cider 81.7 0
Bourgogne wine 88.93 0.01
Bordeaux wine 66.21 -6.25
Champagne wine 125.65 0.02
Toscana wine 74.3 0
Barrel of porto wine 157.58 0
Barrel of Tokaji 148.91 0
Rioja wine 146.39 0
Barrel of Retsina 81.33 0
Pot of yoghurt 106.67 0
Cow's milk cheese 64.17 -0
Goat's milk cheese 143.89 0
Ewe's milk cheese 67.97 0
Anjou wine 87.49 -2.03
Ewe carcass 24.1 0
Mast 457.69 0
Small sail 191.29 0.16
Large sail 886.63 0
Tumbler of pulque N/A N/A
Jar of pulque N/A N/A